di Serenella Civitelli
Si è appena conclusa la quarta edizione del Convegno “Il dato in sanità: sfide e opportunità di una sanità in continua evoluzione” organizzato dall’AOUS in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena.Rappresentanti delle istituzioni, professionisti e professioniste della sanità, dell’Università e del settore si sono confrontati su sanità digitale, ruolo, valore e governo dei dati, con un focus su cyber security, imaging, intelligenza artificiale (AI) e tecnologie applicate alla pratica clinica.
Tecnologie ed umanizzazione delle cure – Il tema della seconda giornata, con il contributo di esperti di etica e di filosofia, è stato il supporto delle tecnologie alla umanizzazione delle cure.
Negli ultimi anni si è diffusa una fiducia cieca nella tecnologia che, in nome di una sua supposta maggiore oggettività/scientificità, ha contribuito a minare quella nei/nelle professioniste. Attribuire alla tecnologia un potere taumaturgico senza dare valore al fattore umano diminuisce l’appropriatezza, aumenta i costi (compresi quelli per la medicina difensiva) e non migliora l’assistenza.
Il ricorso appropriato e consapevole all’AI può però supportare le decisioni cliniche e la personalizzazione delle cure. La relazione professionista-paziente è il cardine della medicina e può essere migliorata se la digitalizzazione solleva i/le professioniste dai compiti burocratici.Il tempo liberato può essere dedicato all’ascolto ed all’integrazione della storia della malattia con quella della persona malata che ha bisogno non solo di efficienza ma di umanità e di comprensione.
Innovazione e centralità dell’essere umano non sono antitetiche e possono evolvere insieme purché non si dimentichi che la tecnologia è uno strumento e che, come è stato ricordato nel convegno, “ a fool with a tool is still a fool” (un pazzo con uno strumento resta un pazzo).
L’AI, anche se fa analisi complesse e produce dati minuziosi, deve essere governata dal personale medico.A tale proposito, il dr Sacco dell’AOUS ha sottolineato che la diagnostica per immagini è sempre più sofisticata ma che la responsabilità della diagnosi, umana e legale, compete a chi referta.L’AI non fa altro che amplificare le capacità – o gli errori – di chi la costruisce o la utilizza.
AI e bias di genere Essendo alimentata da dati gravati da pregiudizi ed errori che derivano soprattutto dal peccato originale della scienza medica – essere costruita sul modello unico del maschio, bianco e benestante -l’AI può aumentare le diseguaglianze, codificando e rendendo più “oggettivi” e pervasivi tali bias.
La maggior parte degli algoritmi ignora la dimensione sesso/genere anche perché al mondo della tecnologia, saldamente in mano agli uomini, manca una prospettiva inclusiva: le donne sono sottorappresentate, soprattutto dove si prendono le decisioni e si stanziano i finanziamenti.
Per costruire una sanità più sicura, sostenibile e centrata sulla persona l’efficacia dell’AI deve essere validata da controllori esterni che tengano conto dei potenziali errori di sistema e delle pressioni delle grandi compagnie il cui principale interesse è il profitto e non necessariamente il bene comune.
In un panorama in continua evoluzione, eventi come questo organizzato dall’ing. Ghisalberti rappresentano momenti strategici per condividere idee e riflessioni.I lavori sono stati chiusi dalla dr.ssa De Marco, direttrice sanitaria, e dal prof Barretta, direttore generale, che hanno ricordato che l’AOUS ha un progetto specifico ed ha messo in atto numerose azioni positive per l’umanizzazione delle cure, realizzate anche grazie alle nuove tecnologie.
Se non la nomino non la immagino Nonostante abbia apprezzato moltissimo il convegno, non posso esimermi dal condividere il disappunto per la scarsa inclusività del linguaggio. Sia nelle relazioni che nel programma il maschile ed il maschile sovraesteso sono stati utilizzati indiscriminatamente, anche quando facilmente sostituibili e, in barba alle regole della grammatica italiana, la qualifica delle professioniste è stata invariabilmente declinata al maschile (Coordinatore, Funzionario, Direttore).