Dal valzer del moscerino al valzer della zanzara
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Dal valzer del moscerino al valzer della zanzara

Arbovirosi: con il caldo aumenta l’attenzione alle malattie trasmesse dalle zanzare

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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

30 Luglio 2026 - 14.33


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di Serenella Civitelli

Con l’aumento delle temperature tornano anche le zanzare e cresce l’attenzione alle arbovirosi, malattie virali trasmesse da questi insetti. Negli ultimi anni le segnalazioni sono aumentate in Italia e in Europa, anche per effetto dei cambiamenti climatici e della crescente mobilità internazionale.

In Toscana alcune infezioni, come quelle da virus West Nile e Usutu, sono ormai considerate endemiche. Altre, come Dengue, Chikungunya e Zika, vengono osservate soprattutto in persone rientrate da viaggi in Paesi tropicali e subtropicali dove questi virus sono diffusi. Se una persona infetta viene punta da una zanzara capace di trasmettere il virus, possono verificarsi focolai locali.

Nella maggior parte dei casi le arbovirosi decorrono in forma asintomatica o con sintomi lievi: febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, stanchezza ed eruzioni cutanee. Tuttavia, soprattutto nelle persone anziane o fragili, possono insorgere complicanze neurologiche anche gravi.

Le manifestazioni della malattia possono variare anche in relazione al sesso e al genere. Alcuni studi hanno evidenziato differenze nella frequenza e nella gravità delle forme cliniche, oltre che nell’esposizione alle punture, influenzata da attività lavorative, comportamenti e condizioni ambientali. In gravidanza, inoltre, l’infezione da virus Zika può essere trasmessa al feto.

Il rischio per la popolazione resta comunque contenuto e può essere ridotto attraverso il controllo degli insetti vettori e l’adozione di semplici misure di prevenzione.

La zanzara comune (Culex pipiens), una delle specie più diffuse in Toscana, è il principale vettore dei virus West Nile e Usutu, che hanno negli uccelli il loro serbatoio naturale. Le persone possono infettarsi attraverso la puntura di una zanzara, ma non esiste trasmissione diretta da persona a persona.

Diversa è la zanzara tigre (Aedes albopictus), arrivata in Italia dall’Asia negli anni Novanta e ormai presente in gran parte del territorio regionale. Più scura e facilmente riconoscibile per le strisce bianche sul corpo e sulle zampe, punge soprattutto di giorno, in particolare al mattino e al tramonto, e puó trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika.

Anche gli ambienti di riproduzione sono differenti: la zanzara comune predilige raccolte d’acqua più estese e permanenti come fossi, canali e stagni, mentre la zanzara tigre si sviluppa facilmente nei piccoli ristagni presenti in sottovasi, secchi, annaffiatoi, grondaie e altri contenitori lasciati all’aperto.

In Toscana è attivo un sistema di prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi che coinvolge Aziende sanitarie, Comuni e Istituti zooprofilattici. La rete consente di monitorare il territorio, individuare rapidamente eventuali criticità e attivare interventi tempestivi per limitare la diffusione delle malattie.

Le strategie di prevenzione sono state al centro di un recente incontro tra Asl Toscana Sud Est e amministrazioni comunali della provincia di Siena, dal quale è emersa la necessità di rafforzare l’informazione ai cittadini. Distinguendo gli interventi di competenza dei Comuni – come il controllo delle aree pubbliche, le disinfestazioni e le eventuali ordinanze – dai comportamenti che ciascuno può adottare nella vita quotidiana, l’azienda sanitaria ha diffuso una locandina reperibile anche sul sito pubblico.

La prevenzione parte da azioni semplici che chiunque puó fare. Eliminare l’acqua stagnante da sottovasi e contenitori, coprire cisterne e serbatoi, mantenere puliti tombini e grondaie e curare giardini e aree verdi riduce sensibilmente la proliferazione delle zanzare. Le punture possono essere prevenute utilizzando repellenti, indossando abiti che coprano braccia e gambe nelle ore di maggiore attività degli insetti e installando zanzariere alle finestre.

Chi viaggia verso Paesi dove queste malattie sono diffuse puó rivolgersi ai servizi di Medicina dei Viaggi della Asl per ricevere indicazioni sulle precauzioni da adottare e sulle eventuali vaccinazioni raccomandate. Al rientro, in presenza di febbre o altri sintomi sospetti, è importante consultare tempestivamente il medico: una diagnosi precoce permette di avviare rapidamente le cure e le misure di sanità pubblica necessarie a prevenire ulteriori casi.

In uno scenario in cui cambiamenti climatici, diffusione delle zanzare e mobilità internazionale favoriscono la circolazione delle arbovirosi, la collaborazione tra istituzioni e cittadini resta lo strumento più efficace per tutelare la salute dell’intera comunità.

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