di Andrea Sbardellati
Magnifica Humanitatis non è un’enciclica specifica sull’intelligenza artificiale, ma è il principio della Dottrina Sociale: l’uomo è “magnifico” perché creato a immagine di Dio e da lì nascono i testi ufficiali che oggi applicano il concetto all’intelligenza artificiale. L’enciclica di Papa Leone XIV è stata oggetto di trattazione dell’incontro organizzato dal Circolo culturale il Caffè presso la Libreria Becarelli a Siena con il Professor Achille Mirizio, docente di Storia della Chiesa e del Cristianesimo all’Università degli studi di Siena. Una riunione che ha avuto come patrocinatori l’Unione Comunale del Partito Democratico di Siena e l’associazione Oltre il Ponte Aps. Stimolato da Gabriella Guaiti del Circolo culturale il Caffè e da numerosi interventi del pubblico intervenuto il Professor Mirizio ha saputo sintetizzare e percorrere i dettami e i valori dell’enciclica del Papa Leone XIV.
I sistemi di IA devono essere comprensibili e favorire l’Inclusione; non devono discriminare nessuno. Sotto il profilo della responsabilità: “Ci deve essere sempre qualcuno che risponde delle decisioni della macchina”. Per quanto riguarda l’imparzialità: “Non creare o agire secondo pregiudizi”. In merito all’affidabilità: “L’IA deve funzionare in modo sicuro rispettando sicurezza e privacy; i dati personali vanno protetti”. La frase chiave della Magnifica Humanitatis è: “L’algoretica, ovvero lo sviluppo etico degli algoritmi, deve essere il cuore della tecnologia”.
Durante la Giornata Mondiale della Pace 2024 anche Papa Francesco è intervenuto sul tema dell’intelligenza artificiale e sulla pace. “L’IA deve essere al servizio dell’umanità, non deve mai sostituire la persona. Le macchine che scelgono autonomamente di togliere la vita umana sono inaccettabili. Non devono esserci armi autonome e serve un trattato internazionale vincolante che regoli l’IA. La tecnologia nata per alleviare la fatica non può diventare causa di nuove schiavitù”. Altri principi emersi nel dibattito sono gli aspetti legati al mondo del lavoro. L’IA è solo un prodotto della ragione umana. Non ha coscienza, intuizione, sapienza. Sostituire le relazioni umane con interazioni IA è disumanizzante. L’IA non può amare. Per quanto riguarda il lavoro: “Non basta l’efficienza. Il lavoro è dimensione essenziale della dignità”. Sotto il profilo dell’educazione l’IA può aiutare ad apprendere, ma non deve sostituire il rapporto docente-studente. Il principio fondante è che nasce prima l’uomo e poi l’algoritmo.
Magnifica Humanitatis significa che l’uomo è “magnifico” perché creato a immagine di Dio. Ogni tecnologia, inclusa l’IA, va giudicata da qui: serve l’uomo o lo sostituisce? L’IA non è soggetto. È strumento. Non ha coscienza, libertà, responsabilità. Chi programma, usa e governa l’IA risponde sempre delle sue conseguenze. Il primo pilastro: Dignità. L’uomo vale più del dato e del profitto dell’algoritmo. L’IA non può trattare la persona come numero per credito, assunzioni, giustizia. Se l’algoritmo discrimina o toglie il volto, va fermato. Prima la persona. Secondo pilastro: Trasparenza. Ho diritto di sapere perché l’IA decide su di me. Le scatole nere che licenziano o negano cure violano la dignità umana. Serve “algoretica”: algoritmi etici, spiegabili, verificabili da terzi. Terzo pilastro: Bene comune. L’IA deve ridurre i divari, non aumentarli. Se serve solo a chi ha dati e server, crea nuovi esclusi e nuovi poveri. Accesso, formazione, lavoro: l’IA deve includere, non scartare. Quarto pilastro: Responsabilità. Mai delegare alla macchina la scelta etica. Le armi autonome che decidono la vita sono inaccettabili per la Chiesa.
Anche il mondo dell’informazione è in stretto contatto con le fake news e la manipolazione che ledono la verità, base della società. L’uomo è autore, centro e fine della vita sociale. Il progresso tecnico è buono solo se ordinato al bene della persona. Il paradigma tecnocratico pensa che più potenza sia uguale a più progresso. Senza etica, la potenza diventa dominio sull’uomo e sul creato. L’IA non decide su vita, morte, dignità, senso. Prima i diritti, poi l’innovazione. In sintesi: Magnifica Humanitatis significa: prima l’uomo, poi l’algoritmo. Sempre.