Da trentesima a novantesima su 106 capoluoghi italiani. In un anno Siena perde 60 posizioni nella classifica di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente realizzato con Il Sole 24 Ore. Una caduta che si spiega in buona parte con le lacune nella trasmissione dei dati: per nove indicatori su 19 il Comune non ha fornito le informazioni richieste e, nelle relative categorie, la città resta senza punteggio.
Un anno fa gli indicatori privi di dati erano tre. Le lacune più rilevanti riguardano la qualità dell’aria: mancano le rilevazioni sull’ozono e sulle polveri sottili Pm2,5, dati che normalmente arrivano da Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana). Non risultano disponibili neppure quelli sulla dispersione della rete idrica e sui consumi domestici, di competenza del gestore, l’Acquedotto del Fiora. Eppure, ricorda Sandro Angiolini, presidente di Legambiente Siena, i Comuni hanno a disposizione oltre due mesi per raccogliere e trasmettere le informazioni.
I dati disponibili: un quadro poco lusinghiero
Al netto delle informazioni mancanti, il quadro non è particolarmente confortante. Tra le poche note positive ci sono le polveri sottili Pm10, per le quali Siena occupa il 18° posto, guadagnando cinque posizioni, e la dotazione di alberi ogni 100mila abitanti, che vale il 23° posto, nonostante una flessione di due posizioni.
La voce peggiore è quella dei rifiuti: 630 chilogrammi per abitante all’anno, che collocano Siena al 91° posto, contro l’86° del 2025. Il confronto con gli altri capoluoghi toscani è eloquente: Firenze si ferma a 617 chilogrammi, Grosseto a 560, Arezzo a 528. La raccolta differenziata raggiunge il 62,5% e porta Siena al 72° posto, in lieve miglioramento rispetto al 78° dell’anno precedente.
Anche sul verde urbano la città è indietro: 15 metri quadrati per abitante, sufficienti per il 72° posto. Arezzo ne registra 30, Grosseto 26. Seguono il consumo di suolo, al 66° posto, il solare pubblico, al 62°, e il biossido di azoto, all’81°.
Non va meglio sul fronte della mobilità ciclabile. Siena dispone di 10,9 metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti, contro i 41 di Arezzo, i 29 di Grosseto e i 27 di Firenze.
La richiesta di Legambiente
Per Legambiente, la caduta in classifica va certo letta anche alla luce delle omissioni. Considerando il periodo dal 2020 a oggi ed escludendo sia il miglior piazzamento, raggiunto nel 2022, sia il peggiore, quello attuale, Siena si collocherebbe intorno al 38° posto. Un risultato ben diverso da quello del rapporto 2026, ma che non cancella le criticità emerse dagli indicatori disponibili. «O ci accontentiamo di stare attorno al 38° posto, oppure lavoriamo per scalare la classifica con azioni concrete», ha affermato il presidente Angiolini.
L’associazione chiede al Comune, ad Arpat e al gestore del servizio idrico di rendere disponibili i dati mancanti. Ma non si limita a sollecitare una maggiore completezza delle rilevazioni: propone un incontro pubblico per individuare tre priorità di intervento, dalla riduzione dei rifiuti e dal miglioramento della raccolta differenziata alla realizzazione di una rete ciclabile sicura, fino all’aumento del verde urbano fruibile.
La critica di Sinistra Italiana
Più dura la reazione del circolo senese di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di «negligenze dell’amministrazione» e chiama direttamente in causa la sindaca Nicoletta Fabio, chiedendole se sia soddisfatta dell’operato dell’assessora all’ambiente Barbara Magi.
Il circolo sollecita la trasmissione immediata dei dati mancanti e un piano straordinario per i rifiuti, accompagnato dall’introduzione della tariffazione puntuale. Chiede inoltre piena trasparenza sulla Comunità energetica rinnovabile comunale, annunciata ma mai avviata.
Resta ora da capire quando saranno pubblicate le informazioni assenti e con quale calendario l’amministrazione intenda affrontare le criticità segnalate. Perché la posizione in classifica dipende anche dalla completezza dei dati, ma rifiuti, verde e mobilità ciclabile restituiscono già un quadro sul quale il Comune è chiamato a dare risposte.