Piccolomini, gli studenti occupano la sede centrale e di via Pendola
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Piccolomini, gli studenti occupano la sede centrale e di via Pendola

La mobilitazione è iniziata questa mattina e proseguirà fino a giovedì 29. Gli studenti contestano i tagli all’istruzione, le politiche del governo e le condizioni degli istituti. In programma dibattiti, assemblee e momenti di confronto in vista dello sciopero del 30 ottobre.

Piccolomini, gli studenti occupano la sede centrale e di via Pendola
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

27 Ottobre 2026 - 21.26


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È iniziata nella mattinata oggi 27 ottobre l’occupazione studentesca dell’Istituto Piccolomini, che coinvolge la sede centrale e quella di via Pendola. La mobilitazione proseguirà anche mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre, con un programma di incontri, dibattiti, momenti di confronto e attività di approfondimento dedicate a temi di attualità e a questioni di rilevanza culturale, educativa e didattica.

Il clima all’interno dell’istituto è sereno e collaborativo, caratterizzato da un atteggiamento improntato al dialogo e al confronto.

Alla base della protesta, come spiegano gli stessi studenti, c’è la volontà di inserirsi nel solco delle mobilitazioni che stanno interessando le scuole e le università in diverse parti d’Europa. Gli studenti contestano le scelte delle classi dirigenti e contro una politica economica che, a loro giudizio, sottrae risorse alla spesa pubblica e all’istruzione per destinarle agli investimenti militari.

«Più soldi alla scuola, non alla guerra» è uno degli slogan che riassumono le rivendicazioni degli occupanti, che collegano le criticità del sistema scolastico alle questioni internazionali, esprimendo la propria contrarietà ai conflitti in corso, alla guerra in Ucraina e a quello che definiscono il genocidio del popolo palestinese.

Una parte centrale della protesta riguarda le condizioni concrete in cui si svolge la vita scolastica. Gli studenti denunciano edifici in cattivo stato, classi sovraffollate, cattedre vacanti e materiali didattici giudicati inadeguati. Criticità che, sostengono, riguardano anche le diverse sedi del Piccolomini, compresa quella centrale.

Per i prossimi giorni, dunque, il Piccolomini vedrà iniziative e discussioni che, nelle intenzioni degli occupanti, dovranno trasformare la protesta in un’occasione di partecipazione e approfondimento politico e sociale.

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