Dal quarto piano del Palazzo Pubblico, dove si riunisce il Consiglio comunale, al Museo Civico: a Siena i luoghi simbolo della politica e della cultura cittadina stanno per diventare davvero per tutti. Il Comune cambierà il vecchio ascensore degli anni Sessanta con un impianto moderno, che avrà anche una fermata in più.
Il progetto è stato finanziato dalla Regione Toscana, tramite il Centro regionale per l’accessibilità e l’Azienda Usl Toscana Centro, con il bando sui Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). Costo complessivo: circa 150mila euro, di cui 93mila messi dalla Regione. Il resto lo mette il Comune.
La novità riguarda due luoghi, e non è un dettaglio. Il nuovo ascensore porterà finalmente chi ha difficoltà motorie fino alla Sala del Consiglio comunale, al quarto piano: seguire le sedute e partecipare alla vita politica della città non sarà più una questione di scale. La fermata aggiuntiva aprirà poi alcune sale del Museo Civico oggi raggiungibili solo a piedi, su per i gradini, a beneficio di senesi e visitatori.
Il risultato nasce anche dal lavoro con la Garante per i diritti delle persone con disabilità, Monica Barbafiera. «L’accessibilità degli spazi pubblici è una condizione fondamentale per garantire pari opportunità, autonomia e piena partecipazione alla vita della comunità», dice l’assessora ai Servizi sociali Micaela Papi.
Un ascensore è un’opera poco appariscente, ma qui ha un peso. Finché per arrivare in Sala del Consiglio bisogna salire quattro piani di scale, partecipare alla vita pubblica richiede una condizione che nessuno ha mai scritto: poter camminare. Lo stesso vale per il Museo Civico, dove alcune sale esistono ma per una parte dei visitatori è come se non ci fossero. Rendere accessibile un luogo non è una concessione a una categoria, è la correzione di una ‘dimenticanza’ antica, e riguarda il posto dove la città decide e quello dove conserva la propria memoria.
I tempi non saranno brevissimi: trattandosi di un edificio di enorme valore storico, il progetto dovrà avere il via libera della Soprintendenza. Tra autorizzazioni, progettazione e cantiere, si calcola circa un anno e mezzo.