di Annamaria Pezzimenti
A pochi passi da Palazzo Venezia, dove è stata presentata la mostra Santa Caterina da Siena. Estasi e ardore, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva custodisce il sepolcro della santa senese. Una vicinanza che sembra tracciare idealmente il percorso tra Roma, città in cui Caterina concluse la propria vita, e Siena, dove dal prossimo 28 novembre la sua figura tornerà protagonista di un’importante esposizione al Santa Maria della Scala.

La mostra, aperta fino al 30 marzo 2027, è stata presentata presso l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte del Ministero della Cultura, alla presenza della sindaca di Siena Nicoletta Fabio, del cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, del presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala Cristiano Leone e del coordinatore dei curatori Alessandro Angelini. All’incontro, moderato dalla giornalista Virginia Masoni, è intervenuto anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che ha rivolto un saluto e un augurio di successo all’iniziativa.

Insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, l’esposizione riunirà oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni e libri a stampa, proponendo una lettura della figura di Caterina attraverso gli occhi degli artisti che, tra il tardo Cinquecento e il Seicento, cercarono di rappresentarne l’intensa esperienza spirituale.
«Santa Caterina è parte costitutiva della nostra identità»
Per Siena, la mostra assume un significato che va oltre il valore artistico. Lo ha sottolineato la sindaca Nicoletta Fabio, intervistata dai giornalisti a margine della presentazione. «Santa Caterina da Siena per la nostra città non è una santa, è parte costitutiva della nostra identità», ha dichiarato la sindaca, evidenziando come la figura della mistica senese continui a essere profondamente legata alla storia e alla coscienza collettiva della città.
Ma la scelta di presentare l’iniziativa a Roma esprime anche la volontà di rivolgersi a un pubblico più ampio. «Essere a Roma significa, come sempre deve fare la cultura, aprirsi al mondo», ha osservato Fabio, ricordando il valore universale di Caterina, patrona d’Italia insieme a San Francesco e compatrona d’Europa. Il riferimento a Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte, richiama due figure che, pur appartenendo a epoche differenti, hanno lasciato un’impronta profonda nella storia religiosa e culturale italiana.
Una mostra per dare forma all’invisibile
Il cuore dell’esposizione è il rapporto tra l’esperienza mistica di Caterina e la sua traduzione in immagini. Una sfida affrontata nei secoli da pittori e scultori, chiamati a rappresentare estasi, visioni e manifestazioni di una spiritualità che apparteneva anzitutto alla dimensione interiore.
«La mostra conterà 65 opere, tra cui alcuni capolavori che mostreranno in realtà ciò che Caterina non voleva mostrare al mondo, ovvero le sue stimmate», ha spiegato Cristiano Leone, presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. È proprio in questo passaggio che si concentra uno degli aspetti più affascinanti del progetto: «si vede come i pittori danno forma all’intangibile, danno forma all’invisibile». Parole che restituiscono il senso di un percorso nel quale l’arte diventa strumento per raccontare ciò che non può essere osservato direttamente, ma che ha profondamente segnato l’immaginario religioso e figurativo.
Per Leone, l’iniziativa rappresenta anche una precisa scelta culturale: realizzare progetti che abbiano «come cuore Siena» e che, attraverso una rete di relazioni, sappiano rivolgersi «al Paese e al mondo».
Un’apertura che il presidente ha accostato simbolicamente all’insegnamento di Santa Caterina e alla forza del suo messaggio, ricordando il riferimento al Sangue di Cristo con cui la santa accompagnava le proprie lettere.
Dal Concilio di Trento al Barocco: la scelta dei curatori
La mostra non vuole ripercorrere indistintamente tutta la storia dell’iconografia cateriniana. Il progetto scientifico si concentra invece su una stagione ben definita, decisiva per comprendere come l’immagine della santa sia stata reinterpretata e diffusa.
«Abbiamo voluto inserire in questo argomento un taglio storico tutto particolare», ha spiegato Alessandro Angelini, coordinatore dei curatori. Non un repertorio dalle origini ai giorni nostri, dunque, ma un’indagine mirata «dal periodo storico postconciliare, dopo il Concilio di Trento che si conclude nel 1563, fino alla prima età barocca, la metà circa del Seicento».
Il percorso arriva così al pontificato di Fabio Chigi, il senese salito al soglio pontificio con il nome di Alessandro VII, in un periodo nel quale la rappresentazione della santità si arricchisce di nuovi linguaggi e di una crescente intensità espressiva.
Curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Michele Maccherini, l’esposizione sarà articolata in sei sezioni e comprenderà opere di importanti protagonisti della pittura senese, tra cui Francesco Vanni, Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani, Francesco Rustici, Rutilio Manetti e Raffaello Vanni.
Particolare attenzione sarà dedicata al tema delle stimmate, alle visioni, all’estasi e al rapporto di Caterina con la Passione di Cristo: elementi che gli artisti dell’età moderna trasformarono in immagini capaci di parlare ai fedeli e, ancora oggi, ai visitatori.
Cosa può insegnare Santa Caterina ai giovani di oggi?
Ma la presentazione romana ha offerto anche l’occasione per interrogarsi sull’attualità di una figura vissuta nel Trecento.
Abbiamo rivolto al cardinale Augusto Paolo Lojudice una domanda che guarda soprattutto alle nuove generazioni: che cosa può insegnare oggi Santa Caterina ai giovani, compresi coloro che si sentono lontani dalla fede?
Un interrogativo che sposta l’attenzione dalla sola dimensione storico-artistica al significato contemporaneo della testimonianza cateriniana.
Caterina fu una donna capace di rivolgersi ai potenti del proprio tempo, di intervenire nelle vicende della Chiesa e di unire una profonda vita spirituale a una straordinaria determinazione nell’azione. La sua vicenda offre ancora oggi spunti di riflessione sulla responsabilità individuale, sul coraggio delle proprie convinzioni e sulla capacità di non rimanere indifferenti davanti alle difficoltà del proprio tempo.
La risposta del cardinale Lojudice alla domanda di Oltreilponte è raccolta nel video dell’intervista.
Il Santa Maria della Scala, un luogo legato alla vita di Caterina
La scelta del Santa Maria della Scala come sede della mostra non è soltanto una questione di prestigio museale.
L’antico ospedale senese è infatti un luogo strettamente connesso alla memoria di Caterina, che vi prestò assistenza ai malati. Nei livelli più antichi del complesso si trova ancora l’Oratorio di Santa Caterina della Notte, testimonianza di un legame che unisce la storia della santa alla tradizione cittadina della cura e dell’accoglienza.
La visita non si esaurirà nelle sale espositive. Il progetto prevede infatti un itinerario diffuso attraverso alcuni dei luoghi cateriniani più significativi di Siena, dalla Basilica di San Domenico a Fontebranda, dagli oratori legati alla santa fino alla Cappella Chigi nel Duomo.
La mostra diventa così anche un invito a riscoprire la città attraverso una delle figure che più profondamente ne hanno segnato la storia.
Dalla Roma che ne custodisce le spoglie alla Siena che ne conserva la memoria, la mostrapropone dunque un viaggio attraverso le immagini, la spiritualità e la storia di una donna la cui eredità continua ad attraversare i secoli.
Non ci resta che attendere il 28 novembre, quando la mostra sarà aperta al pubblico, per lasciarci cogliere da quell’estasi e da quell’ardore che Caterina ha saputo far arrivare fino a noi, oggi, dopo oltre sei secoli.
Informazioni sulla mostra
Titolo: Santa Caterina da Siena. Estasi e ardore
Sede: Complesso museale Santa Maria della Scala, Siena
Date: 28 novembre 2026 – 30 marzo 2027
Curatori: Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini, Michele Maccherini
Catalogo: Sillabe
Informazioni: www.santamariadellascala.com
Interviste e fotografia da Roma: Annamaria Pezzimenti, Oltreilponte.