Da Checco Zalone a Timothée Chalamet, tra commedie, grandi classici e autori
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Da Checco Zalone a Timothée Chalamet, tra commedie, grandi classici e autori

Sette uscite per sette giorni: dalla commedia italiana ai film d'autore, passando per l'animazione, il romanticismo di Cime tempestose e il debutto sportivo di Marty Supreme.

Da Checco Zalone a Timothée Chalamet, tra commedie, grandi classici e autori
Foto tratta dalla Cineteca di Bologna
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

26 Luglio 2026 - 17.22


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di Vincenzo Coli

Lunedì 27 luglio. Buen Camino, di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, Letizia Arnò e Beatriz Arjona. Commedia.Farsi il Cammino di Santiago da ricchi, alla ricerca di una figlia adolescente e guidando una Ferrari, almeno fino a quando i tori di Pamplona non la incorneranno, è pur sempre un’avventura dello spirito. L’ultimo film di Zalone, premiato dal David e sostenuto da incassi tra i più clamorosi di sempre, gioca al risparmio sulle gag situazioniste e modera il politicamente scorretto. Anzi, riflette a modo suo sulle fragilità causate dalla malattia. Edulcorato, risulta niente più che piacevole. Ma al suo pubblico basta.

Martedì 28 luglio. Jumpers – Un salto tra gli animali, di Daniel Chang. Film d’animazione. Mabel, giovane ambientalista, cerca di salvare uno stagno ricco di biodiversità dalle mire di un losco sindaco che vuole costruirvi sopra un’autostrada. Le viene in soccorso una buffa scienziata che trasferisce temporaneamente la sua mente in un castoro-robot. Alleatasi con gli altri animali, Mabel ce la farà. Disney Pixar, come da tradizione novantennale della casa madre, abbina felicemente qualità tecnica dell’animazione, simpatia dei personaggi e idealismo del sottotesto: stavolta i temi sono il rispetto per la natura, la solidarietà tra gli oppressi e l’affermazione della sensibilità femminile.

Mercoledì 29 luglio. Un bel giorno, di e con Fabio De Luigi, con Virginia Raffaele e Maria Gifuni. Commedia.Tommaso, imprenditore nel settore degli infissi, vedovo con quattro figlie, vive per loro e conduce un’esistenza monotona, sempre chiuso in casa. Applica alla lettera lo slogan aziendale per vendere finestre e porte: «Il mondo è molesto, chiudetelo fuori». Ma le sue ragazze hanno deciso di dargli una chance. A una cena incontra Lara, dirigente, abbandonata dal marito. È colpo di fulmine. Per non spaventarla, però, le nasconde la sua numerosa progenie. E Lara, che da parte sua ha tre figli, fa lo stesso. Una storia in controtendenza rispetto alla denatalità italiana. Recitata con garbo, dagli adulti come dai giovanissimi, richiama le commedie familiari americane degli anni Cinquanta con Doris Day, mamma e moglie ideale.

Giovedì 30 luglio. The Drama, di Kristoffer Borgli, con Zendaya, Robert Pattinson e Alana Haim. Dramedy romantica.Mai fare il gioco della verità tra coppie, con domande del tipo: «Qual è la cosa peggiore che hai combinato nella vita?». E soprattutto mai farlo alla vigilia del matrimonio. Specie se qualcuno, anzi qualcuna, in questo caso Emma (Zendaya), è fin troppo schietta. Gli altri confessano scherzi pesanti, al massimo qualche episodio di cyberbullismo. Lei racconta invece che a quindici anni pianificò una sparatoria a scuola e perse parte dell’udito perché teneva il fucile troppo vicino all’orecchio mentre si esercitava. L’amica Rachel sclera, e si può capire: una cugina, colpita da una pallottola, è rimasta paralizzata. Il fidanzato Charlie (Pattinson) non la prende affatto bene e cerca di tradire Emma: è il suo modo di punirla. Entrambi perdono la testa e continuano a preparare le nozze con la paura di commettere l’errore della vita. Ma quel giorno, in chiesa… Il sottotitolo del film è forse il consiglio più saggio da dare in questi casi: Un segreto è per sempre.

Venerdì 31 luglio. Cime tempestose, di Emerald Fennell, con Margot Robbie, Jacob Elordi e Shazad Latif. Drammatico.Ultimo adattamento cinematografico — il primo, il celebre film del 1939, aveva per protagonisti Merle Oberon, Laurence Olivier e David Niven — del grande romanzo ottocentesco di Emily Brontë. Epitome assoluta del romanticismo, ma con uno sguardo attento anche alle questioni sociali. Sullo sfondo della brughiera inglese, l’ossessione amorosa di Heathcliff, trovatello divenuto bracciante, per Catherine, giovane della piccola borghesia in cerca di riscatto, si scontra con le convenzioni del tempo e con le barriere sociali. Dall’infanzia all’età adulta, due anime inseparabili in un continuo perdersi e ritrovarsi.

Sabato 1 agosto. No Good Men, di e con Shahrbanoo Sadat, con Anwar Ashimi e Liam Hussaini. Commedia sociale.Kabul, poco prima della presa del potere da parte dei talebani. Naru, operatrice televisiva, è l’unica donna a lavorare nel suo ambiente. Già sposata con un uomo traditore seriale, dal quale ha saputo allontanarsi, mantiene da sola un figlio. Tostissima, non teme di contrastare il giornalista con cui lavora, ma tra i due, insieme alla stima, nasce anche l’attrazione. Cuore del film, il terzo — applauditissimo a Berlino — di questa cineasta afghana brava e coraggiosa, è il conflitto tra il potere assoluto del patriarcato islamico e il desiderio di libertà delle donne. Uno scontro raccontato con toni spesso brillanti. Ma la narrazione appassionata della Sadat porta già in sé il presagio dell’imminente tragedia fondamentalista.

Domenica 2 agosto. Marty Supreme, di Josh Safdie, con Timothée Chalamet e Gwyneth Paltrow. Drammatico, sportivo.New York, secondo dopoguerra. Di giorno Marty vende scarpe. Di notte si allena come un forsennato a ping pong: vuole partecipare al campionato del mondo di Londra e ci riuscirà, perché è bravissimo. Storia di un’idea fissa, può entrare degnamente nella galleria dei grandi personaggi estremi alla Scorsese. Anche grazie a Chalamet, ultimo eroe del metodo Stanislavskij, che, dopo aver imparato a cantare come Bob Dylan, qui è diventato davvero un fenomeno del tennis tavolo.

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