Il volume di Tomaso Montanari, da poco in libreria, sul quale si sta discutendo sia negli ambiti culturali e che in quelli politici nazionali, La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista, sarà presentato a Siena lunedì prossimo 11 maggio. Nella sala Italo Calvino del complesso museale Santa Maria della Scala, alle 17,30, ne discuteranno, con l’autore Luca Casarotti, presidente Anpi Pavia e docente di storia e lingua del diritto presso l’Università per Stranieri di Siena, Alice D’Ercole, segretaria provinciale della Cgil Siena e Silvia Folchi, presidente dell’Anpi provinciale Siena. L’incontro è promosso dall’Anpi provinciale.
Nella nota di presentazione dell’iniziativa si sottolinea come ”il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce”.
Nel suo libro, Tomaso Montanari si pone e pone agli italiani una domanda semplice ma quanto mai attuale: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La sua risposta è frutto delle mediazioni anche intellettuali alle quali, purtroppo, ci stiamo abituando. E’ una risposta radicale: il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Il libro spiega come dalla fine della guerra via sia stato un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione.
Come è scritto nella presentazione del volume con rigore filologico e passione civile “Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società “spartane” che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine”. Si capisce perché quest’opera stia suscitando così forti reazioni in particolare tra gli eredi di quel fascismo che tutt’oggi imperversano nella sfera pubblica.