di Annalisa Coppolaro
Si è aperta il 21 ottobre presso il Santa Maria della Scala la mostra ”L’Oriente e i suoi volti- Il ritratto fotografico dei Fratelli Zangaki”. La mostra, curata da Lucia Simona Pacchierotti, rimane aperta fino al 25 gennaio 2027 e narra gli aspetti della fotografia come testimonianza e come racconto, nelle immagini in bianco e nero scattate tra la fine dell’Ottocento e i primi del secolo scorso.
Relatori dell’evento iniziale in Sala Sant’Ansano erano la curatrice Pacchierotti, Niccolò Fiorini, Vicepresidente della Fondazione Antico Ospedale S. Maria della Scala, la direttrice della fondazione Chiara Valdambrini, Claudia Baroncini, direttrice della Fondazione Alinari per la Fotografia. con cui la mostra è realizzata. La mostra è presente negli spazi della Corte del Pozzo Chigi e della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti.
Il Santa Maria della Scala di Siena partecipa, per il terzo anno consecutivo, alla XII edizione di Archivi Aperti, la manifestazione promossa da Rete Fotografia, associazione nazionale impegnata nella valorizzazione e promozione della cultura fotografica e dei patrimoni fotografici italiani. L’edizione 2026, dedicata al tema ”Identità riflesse. La società attraverso la fotografia”, e il Santa Maria della Scala è presente proprio con la mostra “L’Oriente e i suoi volti. Il ritratto fotografico dei Fratelli Zangaki”,
La mostra riunisce venticinque fotografie di George e Constantinos Zangaki, figure centrali nella diffusione della fotografia d’Oriente tra Otto e Novecento. Il nucleo principale è composto da stampe originali all’albumina del XIX secolo conservate nella Fototeca Giuliano Briganti; a queste si affiancano stampe contemporanee realizzate da Atelier Fotografico di Siena, tratte da originali ottocenteschi della Fondazione Alinari per la Fotografia. Il percorso espositivo mette così in dialogo materiali di diversa provenienza, restituendo al pubblico un insieme di immagini di grande qualità documentaria e visiva.
Attraverso ritratti, vedute urbane, paesaggi, monumenti e fotografie del Canale di Suez, la mostra ripercorre uno dei capitoli più significativi della cultura fotografica ottocentesca, quando l’Egitto divenne meta privilegiata del viaggio europeo e oggetto di una crescente produzione iconografica destinata al mercato internazionale. In questo scenario, le immagini dei Fratelli Zangaki contribuirono a costruire una rappresentazione dell’Oriente sospesa tra osservazione del reale, fascinazione esotica e codificazione di tipi, costumi e figure sociali.
Il cuore della mostra non risiede tuttavia soltanto nel pregio delle opere esposte, ma nella possibilità di rileggerle oggi in chiave critica, come ha sottolineato la curatrice. ”Foto nate in un preciso contesto storico e culturale, che permettono di interrogare il rapporto tra immagine e potere, tra documento e costruzione simbolica, tra identità e alterità. – ha detto Lucia Pacchierotti – L’Egitto che vi appare è insieme luogo reale e paesaggio immaginato: uno spazio attraversato da profonde trasformazioni economiche e sociali, ma anche filtrato attraverso lo sguardo e le aspettative dell’Europa del tempo. ”
Particolarmente significativo è anche il rapporto tra l’esposizione e il luogo che la ospita. Presentare una parte rilevante di questo corpus fotografico negli spazi della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, che ne conserva gli originali, significa restituire visibilità pubblica a un patrimonio custodito in archivio e riaffermare il valore delle biblioteche e delle fototeche come luoghi di conservazione, studio e produzione culturale.
La partecipazione del Santa Maria della Scala ad Archivi Aperti comprende inoltre, dal 17 al 25 ottobre, un programma di visite guidate gratuite alla Fototeca Giuliano Briganti e attività didattiche, su prenotazione all’indirizzo fototeca.