di Leonardo Conti
Mercoledì 7 Ottobre il Nicchio ha presentato il numero unico che celebra la splendida vittoria conseguita con Anda e Bola e Tittia il 18 agosto scorso. Il titolo è particolarmente emblematico del sentimento di un popolo e di una grande (non solo nel senso numerico) contrada: Per amore. Due parole che racchiudono e riassumono lo stato d’animo della Contrada.
Il Nicchio, che ha il merito di aver “inventato”, nel lontano 1932, il numero unico, ha creato ancora una volta un’opera di grande pregio, impreziosito da un segnalibro con un’opera originale di Teodora Axente. Benché sotto la direzione di Filippo Pozzi e Valentina Biagini, il volume vuol essere, ed è, la voce di un popolo intero.
Una forza, una passione che si è vista sul campo, come ha osservato il Priore Davide Losi, nel modo di vivere questo palio. Una vittoria, questa, conquistata con veemenza e determinazione ma anche con generosità e lealtà. Un unico concetto, un sentimento che ha riportato Fabio Giustarini al capitanato, che ha guidato Giovanni Atzeni alla vittoria.
Ed è stato l’amore a tenere unito un popolo che per tanti anni aveva dovuto sopportare delusioni e cocenti sconfitte.
Un romanzo collettivo, messo insieme da una “commissione meravigliosa di 60 persone”, come definisce Biagini. Per una scelta precisa, tuttavia, nessuna firma è apposta in calce a ciascun articolo. Ogni parola, ogni riga deve esser sentita come scritta da ogni contradaiolo, vergata con amore e per amore.
Il libro, abbastanza imponente nelle sue dimensioni, si snoda come un vero e proprio romanzo, iniziando da quando Fabio Giustarini accetta nuovamente, lui ultimo capitano vittorioso, l’incarico più prestigioso e di maggior peso. E in un crescendo di emozione in emozione, i testi si fanno più appassionati, accompagnati da una grafica che segue lo stesso climax, per arrivare alla vittoria e trasmettere così su carta, nei limiti del possibile, quello che è stata una serata indimenticabile e troppo a lungo attesa: quella del 18 Agosto.
La colorazione ovviamente ha privilegiato fin dalla copertina il blu, dichiara Filippo Pozzi, ed è proprio dalla copertina, impreziosita da una sovra-copertina con una stella gialla e una greca rossa, che si intravede la forza dell’amore dei nicchiaioli per la propria contrada. Infatti sono presenti a rilievo ben 3648 punti, tanti quanti sono i protettori.
Dopo 28 anni, conclude il Priore Losi, la contrada non si sentiva rappresentata e descritta come voleva, con la dea bendata che di certo non gratificava ogni sforzo del Nicchio per tornare a vincere. E per ottenere quello che si sperava non c’è voluta la forza ma l’amore. È per amore che il Nicchio ha vinto.
In chiusura è lo stesso Priore a svelare un’immagine particolarmente significativa. La foto di Giovanni Atzeni che, uscendo dall’Entrone, afferra, per sbaglio, due nerbi.
“Non ne ha usato – chiosa Losi – neanche uno, se non per salutare la comparsa e il capitano una volta arrivato primo al bandierino.” Non c’era bisogno di incitare Anda e Bola: dovevano solo correre come sapevano fare, per amore del Nicchio.