Multato nei giorni dell’Eroica: tolleranza zero contro i ciclisti distratti
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Multato nei giorni dell’Eroica: tolleranza zero contro i ciclisti distratti

Di certo i divieti esistono per una ragione. Ma è possibile farli rispettare anche senza adottare il pungo di ferro. Una storia sul travagliato rapporto tra Siena e il turismo.

Multato nei giorni dell’Eroica: tolleranza zero contro i ciclisti distratti
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8 Ottobre 2026 - 14.28


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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento che prende avvio da una riflessione sulla sicurezza stradale durante la manifestazione ciclistica de l’Eroica (F. A)

di Max Angolosi

Che zelo e che intransigenza che hanno i Vigili Urbani di Siena. Anche verso i talvolta sprovveduti ciclisti che hanno popolato il centro della città nei giorni dell’Eroica. Facciamo una doverosa premessa: sì, di fatti esiste un divieto di transito veicolare nella Y storica della città, e per la legge le biciclette sono un veicolo come tutti gli altri. Ergo devono seguire la segnaletica proprio come un’auto o una moto. Ma spesso il nocciolo della questione non riguarda la legge in sé, ma come questa venga fatta rispettare.

La storia che vi propongo è quella di un ciclista che, dopo aver percorso centinaia di chilometri per vivere la manifestazione e percorrere il tracciato che da Piazza del Campo porta a Gaiole, nel pomeriggio di sabato scorso è stato fermato in bici lungo Banchi di Sopra. Nulla da fare: non è bastato scusarsi e smontare, spiegare che camminare con le scarpe da ciclismo – che hanno la suola ferrata – lungo le vie lastricate e irregolari del centro è un’impresa e si rischia di scivolare a ogni passo. Per ordini superiori bisognava verbalizzare l’infrazione.

A farlo un imbarazzato e quasi costernato agente che continuava a ripetere come, fosse stato per lui, avrebbe semplicemente invitato il ciclista a proseguire a piedi. Ma purtroppo quel giorno gli ordini del capitano erano chiari, non bisognava risparmiare nessuno. E dunque acquisite le generalità ecco irrogati cinquanta e rotti euro di multa, quasi scusandosi. Purtroppo, ha tenuto a specificare il vigile, c’è tanta pressione sul tema dei ciclisti in centro. Disturbano molti.

Quanto accaduto porta inevitabilmente a interrogarsi sul rapporto che Siena vuole intrattenere con i turisti, in particolare durante gli eventi che in primis la Città stessa promuove. Si poteva agire diversamente? Ovviamente sì. Sarebbe bastato dispiegare una coppia di agenti agli ingressi della Y storica che invitassero i distratti ciclisti in sella a scendere. Invece si è preferito adottare il pugno di ferro. Per quali ragioni? Che il lettore faccia le sue supposizioni.

Torniamo però allo sventurato ciclista. Che dopo aver lasciato centinaia di euro in Città – un paio solo per pernottare due notti – ha anche contribuito a riempire le casse del Comune. Soldi che sarebbero potuti finire in quelle di un’attività commerciale. La domanda che mi pongo, da marketer e comunicatore, è molto semplice: il ritorno economico derivante dalla multa, e chissà da quante altre, compensa la caduta d’immagine nei riguardi del Comune? In futuro il nostro ciclista tornerà a Siena in occasione delle altre ciclostoriche?

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