Il Palio nascosto: volti e attese lontano dai riflettori nella mostra fotografica di Augusto Mattioli
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Il Palio nascosto: volti e attese lontano dai riflettori nella mostra fotografica di Augusto Mattioli

Sessantuno scatti in bianco e nero, dagli anni Settanta a oggi, colgono i figuranti nei momenti di pausa e di concentrazione prima della festa. I volti e le mani amorose di chi se ne prende cura. Fino al 25 ottobre nel cortile del Campansi, un dialogo tra la comunità senese e i suoi anziani. Un omaggio a chi lavora per la Contrada senza apparire.

Il Palio nascosto: volti e attese lontano dai riflettori  nella mostra fotografica di Augusto Mattioli
Foto di Augusto Mattioli. La Contrada dell'Istrice
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

15 Settembre 2026 - 15.34


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“Siena e il Palio: Ieri e Oggi, un viaggio attraverso il tempo, lo sguardo e le emozioni”. Si intitola così la mostra fotografica che Augusto Mattioli ha dedicato al Palio: 61 foto in bianco e nero, di vari formati (18 da 30×40 cm, le restanti da 20×30), scattate dagli anni Settanta in poi. Sono esposte fino al 25 ottobre nel cortile del Campansi, come un momento del rapporto tra la comunità senese e la residenza che ospita molti anziani concittadini approdati, in un momento del proprio percorso di vita, alla Rsa del centro storico.

Come è nello stile inimitabile di Mattioli, si tratta in gran parte di immagini scattate in momenti non ufficiali. Non c’è la corsa, non c’è la passeggiata storica in piazza, non ci sono le ombre suggestive sul tufo. Augusto coglie l’attimo. Il suo sguardo è attratto dai figuranti ritratti nel cortile della Prefettura o nel Casato, in attesa di entrare in piazza, nei momenti in cui sono più rilassati o si concentrano prima di affrontare la scena pubblica, sotto gli occhi dei senesi e dei visitatori. I gesti e i volti sono spesso in primo piano, perché sono loro a trasmettere per primo le emozioni — la parola chiave di tutta la mostra. I tocchi lievi delle mani che curano la perfezione, con amore.

“Ho voluto mostrare emozioni vere — spiega l’autore — che ho cercato di ‘rubare’. Non si tratta di foto preparate, ma prese nel momento, osservando. Alcune, devo dirlo, sono state scattate senza che gli interessati se ne accorgessero. Altre con la loro collaborazione. Ci sono immagini delle donne e degli uomini delle Contrade che osservano i figuranti, curando che siano vestiti in modo perfetto: un omaggio a chi lavora per la Contrada senza apparire.”

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