Da storico centro di aggregazione sociale e culturale a probabile centro per sbrigare le pratiche dei migranti richiedenti asilo da parte della Questura di Siena, in modo da allontanarli da via delle Sperandie dove attualmente si recano. Sembra questo il destino del Circolo Arci “Il Risorgimento” dei Due Ponti, “sotto sfratto” da parte del Demanio, proprietario dell’immobile, anche se tecnicamente non si tratta di uno sfratto.
L’Agenzia del Demanio ha comunicato infatti il recesso anticipato dal contratto di locazione dell’immobile, attualmente in uso all’Associazione Risorgimento.
I punti principali della vicenda:
1) La motivazione: Il recesso avrebbe dovuto a sopraggiunte esigenze governative. Verifiche del Ministero dell’Interno e della Questura di Siena avrebbero stabilito che l’immobile serve per finalità istituzionali dello Stato nel territorio comunale. L’edificio sarebbe stato valutato come l’unico bene idoneo a soddisfare queste specifiche necessità.
Il contratto originario:
2) Si tratta di un contratto a canone agevolato stipulato il 22 maggio 2024, con decorrenza dal 1° giugno 2024 e scadenza naturale prevista per il 31 maggio 2030.
E’ una vicenda ultracentenaria quella del Circolo dei Due Ponti. Nato agli inizi del secolo scorso e realizzato con i soldi del movimento operaio e contadino di ispirazione socialista, venne espropriato dai fascisti che lo trasformarono in una delle loro sedi ricreative e lo ristrutturarono negli anni Trenta.
Alla fine della seconda guerra mondiale e con l’avvento della democrazia l’immobile passò allo Stato che lo destinò agli eredi politici dei fondatori. I quali hanno sempre pagato l’affitto e apportato miglioramenti a proprie spese, anche nella prospettiva di un riscatto che non è mai avvenuto.
Ora la nuova svolta. In negativo, purtroppo.
L’ assemblea dei soci ha, tuttavia, intenzione di dare battaglia e di chiedere solidarietà contro quello che le appare un secondo esproprio.