Riprogettare Siena con gli occhi delle donne: la passeggiata urbanistica alla Festa dell’Unità
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Riprogettare Siena con gli occhi delle donne: la passeggiata urbanistica alla Festa dell’Unità

Un percorso dall'area dello Stadio a Viale dei Mille evidenzia buio, barriere architettoniche e verde poco fruibile. L'urbanistica al femminile mostra come la progettazione partecipata possa rendere Siena una città più sicura, accogliente e accessibile a tutti.

Riprogettare Siena con gli occhi delle donne: la passeggiata urbanistica alla Festa dell’Unità
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Lucia Maffei Modifica articolo

7 Settembre 2026 - 11.09


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L’ultima giornata della Festa nazionale dell’Unità sull’agricoltura di Siena ha visto un’iniziativa curata dalla ricercatrice Elisa Caruso dell’Università di Firenze che si occupa di progettazione urbanistica partecipata. Non un dibattito, ma una” passeggiata laboratoriale” per guardare la nostra città con occhi diversi, più attenti a quanto essa soddisfi le nostre esigenze di percezione della sicurezza, della nostra richiesta di comfort e socialità. Osservare il verde, immaginare come quello spazio potrebbe essere migliorato e trasformarlo. Gli occhi in questione erano quelli di una quindicina di donne guidate da chi si occupa professionalmente di urbanistica  come progettazione partecipata. Perché donne? “Perché le città sono state e sono tuttora progettate da uomini normodotati e bianchi” come ha evidenziato Elisa Caruso. E allora c’è bisogno di uno sguardo “altro” che aiuti a capire come può la nostra città diventare una città sana, intendendo una città che favorisce nella sua conformazione urbanistica e di trasporto stili di vita sani, dove i suoi abitanti si sentano ugualmente accolti nelle loro diverse esigenze.

L’esperimento della passeggiata che intendeva soprattutto indicare un metodo di programmazione, cioè il coinvolgimento della popolazione nella progettazione, ha avuto un breve svolgimento, ma significativo. È bastato fare un percorso intorno allo Stadio e al Parco della Rimembranza, per evidenziare carenze e immaginare miglioramenti. Per esempio mancanza di  marciapiedi allo Stadio, che aiutino chi deve uscire,  specialmente donne con passeggini, il flop dell’hub per le e-bike che invece andrebbe rilanciato come approdo non tanto e non solo per i turisti, ma per le cittadine e i cittadini che potrebbero approdare in città evitando l’uso dell’auto.

Proseguendo per Viale di Mille, è emersa un’esperienza comune a tutte le donne presenti alla passeggiata: la percezione di insicurezza serale nel percorrerlo. Buio (perché poco illuminato e con i lampioni oscurati dal fogliame degli alberi), e con il marciapiede fortemente sconnesso. L’esperienza delle presenti riportava la sera la paura di cadere nel camminare che porta spesso a evitare di percorrere il marciapiede. Ma, come rilevato, sul marciapiede passano mamme con passeggini, persone con disabilità, anziani, persone in sedia a rotelle. Basterebbe poco, un’illuminazione più efficiente e un rifacimento del marciapiede. Sul tema è agli atti una recente interrogazione della capogruppo del PD Anna Ferretti che deve ancora essere discussa in Consiglio comunale  che sollecita proprio un intervento più generale di efficientamento dell’illuminazione cittadina e in particolare segnala la situazione per Viale dei Mille per il quale chiede  anche  la possibilità di migliorare l’illuminazione della strada aggiungendo punti luce lungo i marciapiedi.

Ma ulteriori miglioramenti venivano suggeriti da Elisa Caruso che ci proponeva di riflettere come sarebbe stato possibile far sì che il Viale non fosse soltanto un asse di scorrimento, ma potesse introdurre anche piccoli spazi di sosta.  La passeggiata si è poi soffermata al Parco della Rimembranza. Il tema li è stato il verde e la socialità che il verde abitato, fruibile, può stimolare, oltre ade essere un potente deterrente contro il calore estivo. Due precisazioni vale la pena di fare riguardo alla progettazione del verde. Elena ci ha invitato riflettere su come sia parziale l’efficacia di creare zone verdi se esse non sono accessibili. Sicuramente il verde ha un valore in sé come mitigatore di temperatura e come aiuto per una migliore qualità dell’aria che respiriamo (ricordiamoci che il territorio senese è stato il primo ad essere dichiarato ufficialmente “Carbon neutral” che vuol dire che emettiamo meno anidride carbonica di quanta ne emettiamo in atmosfera). Il nostro verde urbano, ma soprattutto le nostre campagne e le valli verdi che si insinuano in città sono al centro di questo risultato.

Ma si può fare molto di più e meglio. Il verde deva anche rappresentare in città luogo di sosta, sicuro, confortevole. Prendiamo il Parco della Rimembranza; c’è un verde solo per la presenza degli alberi, ma i viali e le aiole trascurate sono pericolosi e non invitanti alla sosta. Le panchine ci sono, ma sono sparpagliate, assolvendo alla funzione di una sosta rapida, ma non a quella di favorire una socializzazione. La fontana, che un effetto mitigante del calore c’è, ma isolata e non vicina alle panchine; quindi, la sua funzione ne risulta depotenziata. L’illuminazione è carente. Cosa fare? Immaginare una maggiore cura e manutenzione dei vialetti interni e delle aiole, una maggiore illuminazione, magari un aumento del numero delle panchine, un loro maggiore comfort e una loro disposizione che crei oasi di socializzazione,

Il senso delle tre parole dateci all’inizio della passeggiata, osservare, immaginare, trasformare, è tutto qui, Riportare le donne al centro di progettazioni spesso fatte da uomini un base alle loro sensibilità di maschi adulti e abili. Può diventare un metodo per raccogliere idee su mille trasformazioni che possono essere proposte per la città. Siamo in fase di redazione del Piano Strutturale, forse sarebbe il caso di valorizzare un metodo innovativo e partecipativo. In questo senso , nel suo intervento conclusivo, l’architetta Marina Gennari, organizzatrice dell’iniziativa, ha sottolineato l’importanza di questo metodo di progettazione partecipativa e  si è detta disponibile a continuare l’esperienza con altri incontri alla scoperta della città.

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