Rappresenta una battaglia difficile e costante quella di contrastare la cosiddetta desertificazione dei centri storici causata dall’invadenza turistica degli affitti brevi, dal proliferare della ristorazione rapida e da asporto di cibi più o meno etnici, dal prevalere di grandi catene di vendita a scapito del piccolo e deferenziato commercio di vicinato.
Il fenomeno, come una sorta di progressivo smottamento, riguarda tantissime città italiane ed europee, fra le quali, ovviamente, Siena.
Ma per Siena con un di più per nulla trascurabile, costituito dal fatto che l’area racchiusa nella sei chilometri della cerchia delle mura così come venne completata nel tardo medioevo, non è soltanto spazio di comunità civica bensì anche dell’identità delle diciassette Contrade. Le quali ne costituiscono, se non l’unica, certamente una delle fondamentali linfe vitali in virtù della loro forza di attrazione e di aggregazione.
Il fatto che le Contrade si preoccupino e si occupino, per quanto loro possibile, delle condizioni (a partire da quelle abitative e commerciali) dei propri territori è dunque cosa comprensibile e, peraltro, non nuova. La costituzione di cooperative nel recupero di edifici a scopo residenziale, la circolazione di segnalazioni su appartamenti in vendita o in affitto, l’acquisto di unità immobiliari da cedere, in base a regolamenti interni, ai propri contradaioli, sono scelte che hanno alle spalle una storia abbastanza consolidata.
È dunque in questo solco già nettamente tracciato che si inseriscono anche le due recenti idee che hanno attratto l’attenzione della stampa e suscitato alcune discussioni sui social.
L’Istrice ha fatto una convenzione con alcune agenzie immobiliari per avere e comunicare informazioni ai propri contradaioli su appartenenti in vendita o da affittare nel proprio territorio. Ovviamente si tratta di semplice segnalazione e di breve opzione non onerosa: a decidere chi comprerà o prenderà in affitto sarà, alla fine, la legge della domanda e dell’offerta, il libero mercato. Ma chiaro e condivisibile è l’intento più generale di richiamare residenti.
Altrettanto condivisibile si può considerare la disponibilità della Confesercenti a segnalare anche alle Contrade annunci di lavoro, ricerca di fondi e di licenze nell’ambito del sostegno alla sua proposta di legge sulle Zone economiche speciali di prossimità che contiene varie agevolazioni per le attività commerciali di vicinato.
Si tratta, a ben guardare, di iniziative dalle quali si capisce che non c’è, nella società senese, totale rassegnazione sulla deriva del centro storico. Iniziative, dunque, che avrebbero bisogno del raccordo e del sostegno della programmazione e delle decisioni dell’amministrazione comunale. La quale, invece, soprattutto sul problema degli affitti brevi, pare aver sposato in pieno la linea del laissez faire, laissez passer. Ovvero dell’inerzia.