di Annalisa Coppolaro
Era novembre dello scorso anno quando in Piazza d’Armi (piazza Amendola), nel centro, nonostante gli esposti dei cittadini che chiedevano di non tagliare 18 pini che portavano ombra e bellezza alla piazza, sono stati invece abbattuti. Gli alberi, poi sostituiti da esemplari di prunus, a detta del Comune “ostacolavano” il progetto di riqualificazione del manto stradale. Negli stessi giorni, sono stati abbattuti 36 esemplari di pini nel Parco Ochino, all’Acqua Calda, atto che ha molto sorpreso i cittadini della zona.
A dicembre 2025 sono arrivati i carabinieri forestali in entrambi i siti soggetti a questi tagli per verificare la situazione, dopo che le associazioni ambientali, come Italia Nostra e Coordinamento Montagnola Senese, seguendo anche le richieste di un numero di abitanti, hanno sollevato la questione sia degli esposti presentati dai cittadini nel caso di Piazza D’Armi, sia la vera necessità di tagliare piante di questa bellezza e utilità. Poco dopo l’abbattimento, Italia Nostra, nella persona di Sandro D’Ascenzi, del consiglio direttivo, ha sollevato la questione del Regolamento del verde, che era stato firmato con il Comune di Siena e che prevedeva che qualsiasi intervento di questo genere dovesse essere comunicato alla stessa associazione. “E’ un’azione inaccettabile – aveva avuto modo di dichiarare D’Ascenzi – compiuta nonostante il protocollo d’intesa che abbiamo firmato con il Comune di Siena. Così siamo obbligati a rivedere il nostro rapporto con l’amministrazione. Un documento, questo del Regolamento del Verde, che è un esempio per tutta la provincia. Atteso da cinque anni, siglato con l’assessore Barbara Magi, una persona correttissima con cui abbiamo lavorato sempre in estrema collaborazione”. E poi Italia Nostra aveva aggiunto: “la cittadinanza ha diritto di sapere cosa sta accadendo e perché si continua con tagli che riteniamo insensati”.
Non abbiamo i risultati dei sopralluoghi dei carabinieri forestali a dicembre 2025 al parco dell’Acqua calda e in Piazza d’Armi, ma certamente anche nei primi mesi dell’anno 2026 le polemiche sono continuate, tanto che vi è stata una interrogazione in consiglio comunale in data 29 gennaio 2026 da parte di Monica Casciaro, consigliera del gruppo Siena Sostenibile riguardante proprio questi abbattimenti. Nel febbraio una seconda interrogazione è stata presentata da Gabriella Piccinni, del gruppo Pd, per chiedere chiarimenti in merito al rinnovo del protocollo, che – è stato risposto – non è all’orizzonte.
Barbara Magi ha poi risposto a Casciaro che “la cittadinanza e le istituzioni hanno più volte sottolineato la necessità di provvedere all’esecuzione di questi interventi”. “A conferma di ciò, sono presenti agli atti sia denunce che richieste di risarcimento danni a seguito di infortuni o danneggiamenti”, ha aggiunto Magi precisando che “il patrimonio arboreo del Comune di Siena è sottoposto a periodico monitoraggio con esame a vista e relative valutazioni speditive. Nel caso di siti di particolare interesse, come a esempio piazza Amendola, le valutazioni sono più specifiche e approfondite anche tramite valutazioni agronomiche”. Nel caso dei Pinus Pinea, pino domestico, sia di Piazza Amendola che del parco Ochino, e dopo il cedimento di alberi in via delle Province, nella cui zona erano state abbattute altre piante di pino, e dell’apparato radicale che danneggiava i marciapiedi, e si era riscontrata la necessità di sostituire le piante con altre come prunus, platano e tiglio. Da non dimenticare anche la rimozione di molte decine di pini anche nella zona di Colonna San Marco avvenuta nell’anno passato.
Adesso, e già in giugno, un gruppo di cittadini di Piazza Amendola ha notato e segnalato due cose fondamentali. “Ci siamo resi conto per prima cosa che se davvero fosse stato un problema di pavimentazione stradale e di denunce o altro, il Comune avrebbe dovuto fare un intervento per sistemare i marciapiedi. Ma purtroppo, da novembre a oggi, questa cosa non è stata fatta. L’asfalto resta danneggiato negli stessi punti ed è nelle stesse condizioni dello scorso novembre. La seconda cosa che notiamo – commenta il gruppo di residenti – è lo stato in cui versano le nuove piante messe a dimora. Gli alberi giovani non vengono annaffiati e non vi è manutenzione e stanno morendo. La stessa Laura Comi, presidente di Italia Nostra, già a fine giugno diceva di aver scritto ai responsabili delle aree verdi spedendo la foto degli alberi sofferenti per mancanza d’acqua, ma non ha ottenuto nessuna risposta in venti giorni”.
Un gruppo di residenti aveva inviato una lettera di diffida con tante firme al Comune di Siena senza risultato, se non l’arrivo dei carabinieri forestali a dicembre, e qualche mese dopo le associazioni ambientali avevano, oltre che inviato esposti a loro volta in aprile contro questi interventi, anche contestato l’attribuzione del Green Leaf Award al Comune di Siena proprio per queste contraddizioni di fondo.
In una conferenza stampa, chiamata provocatoriamente Dal Green Leaf Award alla motosega, il Coordinamento Montagnola Senese con Italia Nostra, Isde e comitati di cittadini senesi, alla Limonaia del Polo Civile del Tribunale ha illustrato i propri esposti contro il taglio dei tanti pini senesi, “a nostro parere emblematici della sconsiderata gestione del verde urbano in generale – recitava un documento delle due associazioni – incluse le capitozzature e le potature in pieno periodo di nidificazione”. La stessa Elisabetta Menchetti per il Coordinamento Montagnola Senese ha dichiarato che “non si tratta di semplice cattiva gestione del verde urbano, ma di una scelta amministrativa con impatti rilevanti anche sotto il profilo giuridico ed economico. Sono stati tagliati alberi sani, a volte definiti pini marittimi ma che non lo sono, con la motivazione dei danni al manto stradale che però ormai da anni viene trattato in altro modo e si può risolvere senza abbattere piante storiche di circa 80 anni.” Menchetti ha sottolineato che a livello di valore delle proprietà prospiecienti alle aree interessate dal taglio, vi è stata una diminuzione dal 5% al 20%, e che l’abbattimento “ha tolto aree verdi importanti per proteggere dalle alte temperature in estate, alterando il microclima”. Una preveggenza quindi che acquisisce valore nel periodo attuale. In quella conferenza Sandro D’Ascenzi di Italia Nostra aveva già sottolineato che l’asfalto era ancora come prima del taglio, ma anche e soprattutto che “i tagli vanno contro il regolamento del verde già approvato in precedenza”. Un rappresentante dei comitati cittadini , Marco Figura, ha poi aggiunto perplessità su come mai siano stati abbattuti dei pini ritenuti non marittimi dalle associazioni ma domestici, senza consultare i cittadini. “Il motivo resta un mistero – ha sottolineato – Potrebbe essere legato alla trasmissione dei dati via etere che può essere ostacolata dagli alberi. Ma questa operazione non si può certo descrivere come una riqualificazione delle nostre aree urbane”.
Altri interventi sul verde sono stati fatti di recente in vari parchi e giardini cittadini. La manutenzione è ovviamente necessaria in una città dove le aree verdi sono molte. Le associazioni e i cittadini chiedono un dialogo su questo argomento, che comunque resta uno dei più sentiti a Siena, tra le istituzioni e i residenti.