Gite e sport negati ai minori in affido. Dalla Toscana parte la battaglia contro la burocrazia
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Gite e sport negati ai minori in affido. Dalla Toscana parte la battaglia contro la burocrazia

Il Consiglio regionale vota compatto per superare il vuoto normativo sui documenti. Bezzini: "Garantire dignità e opportunità educative a tutti i minori"

Gite e sport negati ai minori in affido. Dalla Toscana parte la battaglia contro la burocrazia
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

26 Giugno 2026 - 18.54


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di Annamaria Pezzimenti

“Nessun minore sia escluso da scuola, sport e opportunità educative per ostacoli burocratici”. Con queste parole cariche di determinazione, Simone Bezzini, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha commentato l’approvazione all’unanimità di una mozione che segna un passo avanti decisivo per la tutela dei minori in affido familiare o collocati presso terzi.

Il problema, spesso invisibile a chi non lo vive, è un vero e proprio “muro di burocrazia”, bambini e ragazzi che, pur essendo parte integrante della nostra comunità, si vedono negata la possibilità di partecipare a gite scolastiche, trasferte sportive o esperienze all’estero per colpa di procedure confuse e documenti d’espatrio impossibili da ottenere.

Bezzini ha voluto sottolineare con forza come nel nostro Paese la disciplina degli affidi presenti ancora “criticità documentali e autorizzative” che rischiano di creare profonde disuguaglianze proprio nei confronti di chi vive già situazioni personali delicate. “È una condizione che limita la vita scolastica, educativa e relazionale”, ha spiegato il capogruppo, ringraziando le famiglie affidatarie per aver avuto il coraggio di sollevare il caso.

In questo percorso di sensibilizzazione, un ruolo centrale è stato svolto dalla vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop. Bezzini ha espresso un ringraziamento particolare a Diop per il contributo offerto nel portare all’attenzione delle istituzioni regionali questa criticità, partendo da una vicenda concreta avvenuta proprio in Toscana, quella di un minore che non riusciva a ottenere il documento necessario per viaggiare.

Cosa succede ora? La Toscana non resterà a guardare. La mozione impegna la Regione a farsi portavoce presso il Governo e il Parlamento per una legge nazionale che metta ordine nel caos burocratico, garantendo “certezza amministrativa e continuità documentale”.

Ma l’impegno è anche locale. La Regione avvierà una ricognizione su tutto il territorio toscano per scovare casi simili e risolverli, creando un raccordo diretto con i servizi sociali e gli enti locali. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che la burocrazia smetta di essere un ostacolo e torni a essere uno strumento a tutela dei sogni e dei percorsi di vita di ogni bambino.

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