È noto che strada di Pescaia, a Siena, è ad alto rischio di incidenti, l’ultimo dei quali (spettacolare, ma fortunatamente con conseguenze limitate per le persone) qualche giorno fa. La rendono tale lo scorrimento veloce, la possibilità di sorpasso e soprattutto gli attraversamenti a raso e le rotatorie con inserimento nella corsia di sinistra, consentito dal codice della strada, ma tale da disorientare tanti automobilisti. Una caratteristica strutturale, quest’ultima, difficile, se non impossibile, da correggere.
Di soluzioni, pertanto, ce n’è soltanto una: limitare la velocità. I limiti ci sono e sarebbero adeguati, 30 e 50 Km l’ora, secondo i tratti in uscita dal centro storico o in ingresso. Ma come farli rispettare?
Se, come pare, la segnaletica non basta ad alleggerire il piede sull’acceleratore, rimane solo l’autovelox.
Sì, proprio quello che, segnalato sul display di quasi tutte le auto, induce, in automatico, l’automobilista a rallentare. Mentre a poco servirebbe il telelaser, annunciato al tempo dell’assessore Tucci e, peraltro, mai (o quasi) posizionato.Certo gli autovelox sono particolarmente impopolari e un’amministrazione comunale, prima di istallarne uno, soprattutto in una strada di circonvallazione urbana, usata prevalentemente dai residenti, ci pensa, ci ripensa e poi non ne fa di nulla.
Ma obiettivamente, se c’è un luogo della viabilità urbana in cui sarebbero necessari, è proprio via di Pescaia.