Freschi di stampa - 25/31 maggio
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Freschi di stampa - 25/31 maggio

Una settima di riflessioni e leggerezza estiva

Freschi di stampa 26-31 maggio
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26 Maggio 2026 - 10.13


ATF

di Guido Becarelli

Su una media di 1500 libri che escono in Italia ogni settimana, questo vuole essere un piccolissimo assaggio, non prendetevela se il vostro autore preferito non sarà citato, o se il libro che aspettavate da mesi non compare… O peggio, se non parleremo del libro che voi stessi avete scritto. Per tutti questi, vi consigliamo di passare nelle librerie!

La luce del risveglio – Francesca Albanese ed. Rizzoli – In libreria da martedì 26 maggio

nove verbi – sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare – un percorso di consapevolezza e riflessione, per capire come creare, insieme, un mondo più giusto.

«La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei.» Per Francesca Albanese – voce capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana – in questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio». È da queste riflessioni che sono nati i verbi ai quali Albanese si appoggia in questo libro che ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire. Sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare diventano forme di una stessa pratica collettiva: azioni che tutti noi possiamo compiere per vivere nel presente secondo giustizia. Ogni verbo dà l’occasione per raccontare le persone straordinarie che lo hanno ispirato e per portarne i riverberi nel nostro quotidiano. Un viaggio profondo nella storia della Palestina – ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme – e nelle storie di chi ha sofferto, sperato, indagato; di chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre tutto intorno imperversavano le menzogne, e di chi la verità l’ha pagata con la vita; di chi porterà per sempre le ferite della violenza ma anche di chi quella violenza l’ha commessa; di chi ha sentito il peso dell’oppressore e non si è arreso di fronte al desiderio di essere libero. Le storie di chi ha danzato anche in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c’era più niente da cucinare, di chi ha pianto e di chi ha rivendicato il diritto politico a farlo, di chi prova a curare le ferite di un popolo con la verità, con un carico di farmaci o con una canzone; di chi ha custodito la chiave della casa da cui fu scacciato cinque generazioni fa. E dopo cinque generazioni, la custodisce ancora.

I tramezzini di Rocco Schiavone – Antonio Manzini ed. Sellerio – in libreria da martedì 26 maggio

Come per sticazzi e mecojoni, pare che anche i tramezzini siano una battaglia persa per il povero Schiavone… Chissà se un libro a loro dedicato lo aiuterà a trovare il tramezzino perfetto anche a Aosta?

Una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista Rocco Schiavone, tra l’infanzia e la maturità, Roma e Aosta, la nostalgia e il dolore. L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia. In queste storie Antonio Manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con Pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilità, fotografia della realtà e rovesciamento tragicomico. I Tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.

Assassinio a World’s End – Montgomery Ross ed. Longanesi – in libreria da martedì 16 maggio

Dopo numerosi libri per bambini pluripremiati in tutto il mondo, Montgomery Ross sbarca anche in Italia con un libro per adulti; un giallo destinato a tenerci compagnia con leggerezza.

Cornovaglia, 1910. Mentre l’Europa attende con trepidazione il passaggio notturno della cometa di Halley, convinta che sia foriera di un’immane catastrofe, il visconte di World’s End prende la profezia molto sul serio. Nella notte fatidica decide di sigillare la sua villa, al centro di un’isola, e di barricarsi dentro con tutti gli ospiti, sperando così di sopravvivere all’apocalisse.
Il mattino successivo, il mondo è ancora al proprio posto. Ma il visconte non più.
Giace privo di vita nello studio, il volto trafitto da una freccia. I sospetti si indirizzano sull’ultimo arrivato, Stephen Pike, giovane e timido valletto appena uscito dal riformatorio. C’è solo una persona che crede nella sua innocenza: Miss Decima, l’ottantenne prozia del visconte. Lingua tagliente, mente affilatissima, sprezzo delle convenzioni, Miss Decima coglie la dipartita del nipote come un gustoso rompicapo da sciogliere a ogni costo.
Tra paure collettive, rancori famigliari e segreti, in una comunità isolata dall’alta marea prende vita una brillante indagine colma di sorprese, animata da personaggi incantevoli e pervasa da uno squisito sense of humour.

La gente normale non va in giro armata – Artem Chapeye ed. Altrecose– in libreria da mercoledì 27 maggio

Cosa succese nella mente di un pacifista quando il suopaese viene invaso?


Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito.

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