La Lizza, il giardino fragile nel cuore di Siena
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La Lizza, il giardino fragile nel cuore di Siena

Tra famiglie, studenti e giostre per bambini, i giardini pubblici nel cuore di Siena tornano al centro del dibattito cittadino sul degrado urbano.

Giardini della Lizza
I giardini della Lizza
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

20 Maggio 2026 - 15.30


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di Annamaria Pezzimenti

In questo periodo, ma non solo, c’è un momento della giornata, soprattutto nel tardo pomeriggio, in cui i giardini della Lizza tornano ad assomigliare a quello che sono sempre stati per Siena: un luogo attraversato da studenti, anziani seduti sulle panchine, bambini che corrono verso la Fortezza, persone che si fermano qualche minuto prima di rientrare a casa. Un pezzo di verde pubblico nel pieno centro storico, raro per una città medievale compatta come Siena, e proprio per questo ancora profondamente vissuto.

In primavera poi una parte dei giardini ospita anche alcune attrazioni del luna park dedicate soprattutto ai più piccoli, con musiche, luci, alla presenza di famiglie che passeggiano tra le giostre e bambini che si fermano incuriositi. Un’immagine che restituisce bene la natura della Lizza, da sempre spazio aperto e popolare, capace di accogliere generazioni diverse nello stesso luogo.

Nell’ultimo periodo però, attorno alla Lizza, si è tornato a parlare soprattutto di degrado. Il dibattito non si sofferma sullo stagno con davvero pochi esemplari di anatre e cigni, ma sui rifiuti abbandonati, scarsa illuminazione in alcune aree, episodi di ubriachezza, schiamazzi e piccole tensioni che si concentrano soprattutto tra piazza Gramsci, i giardini e l’accesso all’asilo “Monumento” e quindi viale Diaz. Residenti e commercianti descrivono una situazione diventata più difficile rispetto al passato, soprattutto nelle ore serali. E l’assenza di cestini per i rifiuti, adeguatamente sistemati, non fa che contribuire al degrado che colpisce scale e aiuole in una zona frequentata quotidianamente da turisti, famiglie, residenti. L’attenzione è stata riportata su questo tema da una lettera di una cittadina, pubblicata dalla stampa locale on line, con fotografie che mostrano sporcizia lungo le scale verso viale Diaz e aiuole trasformate in punti di abbandono dei rifiuti.

Il tema della sicurezza, intanto, continua a riemergere nel dibattito pubblico cittadino. Negli ultimi mesi le forze dell’ordine hanno intensificato controlli e interventi nell’area compresa tra la Lizza e piazza Gramsci, una delle principali porte d’accesso al centro storico.

La Lizza, tuttavia, resta uno dei luoghi più identitari della città. I giardini pubblici, nati tra Settecento e Ottocento e sviluppati accanto alla Fortezza Medicea, rappresentano ancora oggi il principale spazio verde del centro storico senese. Parliamo di un luogo aperto, attraversabile, senza filtri sociali o economici. Teatro spesso di iniziative, di ritrovi, di manifestazioni, oltre che spazio verde e alberato dove convivono turisti e studenti universitari, famiglie, pensionati, ragazzi che aspettano l’autobus in piazza Gramsci, persone che semplicemente cercano un po’ d’ombra nelle giornate più calde.

Forse è proprio questo il punto più delicato della questione. Quando un luogo pubblico perde ordine e cura, non si deteriora soltanto uno spazio urbano, ma si incrina anche un’abitudine collettiva. La Lizza, per molti senesi, non è soltanto un giardino, è un passaggio quotidiano, un ricordo d’infanzia, una pausa durante il lavoro, una giostra accesa vista da lontano nelle sere di maggio, un punto di incontro prima di una sera in città.

Questo, probabilmente, è il punto da cui partire, non soltanto dal controllo o dalla repressione, ma dall’idea che uno spazio così centrale continui ad appartenere davvero a tutti. E nel migliore dei modi.

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