“Carceri al limite della sopravvivenza per caldo e sovraffollamento”. L’allarme lanciato da Antigone – l’associazione che dal 1991 si occupa della tutela dei diritti umani e della promozione delle garanzie fondamentali all’interno del sistema penitenziario italiano – rimbalza dal rapporto di metà anno fino ai media vaticani. I numeri raccontano una situazione sempre più difficile: i livelli di saturazione sono insostenibili e, denunciano dall’associazione, in intere regioni la situazione è fuori controllo.
L’emergenza caldo nelle carceri amplifica una crisi strutturale già determinata dal sovraffollamento. A fronte di oltre 62 mila detenuti a livello nazionale, a fronte di una capienza regolamentare di circa 47 mila posti, il tasso di sovraffollamento supera il 134 per cento. In queste condizioni, le temperature eccezionali trasformano le celle in ambienti roventi e spesso invivibili, aggiungendo di fatto un’ulteriore sofferenza alla pena. È facile immaginare il forte disagio psicofisico, ma anche i rischi che condizioni simili possono comportare per la salute delle persone detenute.
A Siena abbiamo letto del gesto dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, che ha donato ventilatori alla casa circondariale di Santo Spirito. Un gesto concreto che arriva mentre è ancora aperta la questione posta dal gruppo consiliare del Partito Democratico. Alessandro Masi e Gabriella Piccinni hanno infatti presentato il 21 luglio scorso alla sindaca Nicoletta Fabio un’interrogazione urgente sulle condizioni delle persone detenute a Siena in questa particolare emergenza climatica.
Con l’interrogazione i due consiglieri chiedevano all’amministrazione comunale di interessare il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Siena, come atto di doverosa sensibilità istituzionale. In particolare, chiedevano di sapere se l’amministrazione si fosse già attivata, o intendesse farlo, presso il Garante per conoscere le condizioni dei detenuti della casa circondariale di Santo Spirito e quali misure potessero essere adottate dal Comune per dare un contributo concreto al loro miglioramento.
Ma l’interrogazione non è stata ritenuta urgente. La risposta ai consiglieri e alla città arriverà dunque a settembre. Quando, si spera, almeno la fase più acuta del caldo sarà passata.
E proprio qui sta il punto. Se un’emergenza viene segnalata come urgente, ma la risposta istituzionale e alla città arriva quando l’emergenza potrebbe essere già finita, che cosa resta dell’urgenza?