di Guido Becarelli
Su una media di 1500 libri che escono in Italia ogni settimana, questo vuole essere un piccolissimo assaggio, non prendetevela se il vostro autore preferito non sarà citato, o se il libro che aspettavate da mesi non compare… O peggio, se non parleremo del libro che voi stessi avete scritto. Per tutti questi, vi consigliamo di passare nelle librerie!

Le terme dell’indirizzo – Cristina Cassar Scalia – Einaudi – martedì 19 maggio
Il ritorno di Vanina Guarrasi, vicequestore della Mobile di Catania
Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell’Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l’aiuto della sua squadra – per l’occasione rinforzata – e dell’immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.

Almanacco dei viventi – Maurizio Maggiani – Feltrinelli – martedì 19 maggio
Una delle più felici penne italiane torna per raccontarci l’umanità.
L’innesco è quasi casuale: per la prima volta Maurizio Maggiani vede raccolte in un unico archivio digitale le fotografie disperse di una vita. Ritratti di uomini, donne, bambini, di animali, ma anche campagne e fabbriche, Appennini e periferie, stazioni, pievi, gamelle di operai, bandiere e guerre, inverni senza neve, solitudini e piccole comunità. Ogni scatto chiama una storia, una storia personale che si riverbera in una più grande: le poche righe previste come accompagnamento alle immagini diventano così racconti in cui passato e presente si illuminano a vicenda. Almanacco dei viventi è una collezione di “straordinari dettagli del vivere”: opere dell’uomo e della natura, miti arcaici, popolari e contemporanei. E vita, soprattutto vita: queste pagine sono, scrive l’autore, “cinquant’anni di storia del mio rapporto con la realtà dei viventi che ho incontrato”. E un invito al lettore perché affianchi il proprio sguardo a quello dell’autore, aggiunga la propria storia alla sua. Da una prospettiva felicemente obliqua, sempre di sbieco, mettendo insieme passione civile e poesia, Maurizio Maggiani fa della memoria una pratica di rivolta e della realtà un cantico delle creature laico, “nell’oggi e nell’ovunque”, per tener saldi la dignità del lavoro, la gentilezza e la fragilità del nostro esistere. Questo libro è un esercizio di attenzione, perché, come scriveva Simone Weil, bisogna “apprendere a essere attenti per poter essere, più tardi, giusti”. Un rendere giustizia alla vita, al vivente. “Sì, c’è vita su questo pianeta e dappertutto odore di questa vita, tracce, orme e vestigia, c’è amore per questa vita e sollievo nel toccarla e vedere che ancora ce n’è. E non finisce mai di bastare.”

Il corpo della politica – Giorgio Agamben – Bollati e Boringhieri – venerdì 22 maggio
Al centro della politica occidentale, almeno a partire da Hobbes, sta il corpo: il corpo in carne e ossa dei cittadini e quello artificiale del «grande Leviatano», l’«automa» o il «Dio mortale», formato dai corpi dei cittadini riuniti insieme in un corpo politico. La scissione e, insieme, l’impossibile articolazione di questi due corpi è l’eredità che Hobbes ha trasmesso alla politica occidentale. Il libro di Agamben investiga una dopo l’altra le contraddizioni e le difficoltà in cui il pensiero politico dell’Occidente è rimasto impigliato nel tentativo di costituire un body politic unitario, dalla dottrina teologica dei due corpi del re fino alla teoria della multitudo in Dante e Spinoza e all’essere generico di Marx. E, alla fine, è nella figura dell’esule, in cui corpo naturale e corpo politico coincidono, che queste contraddizioni sembrano ricomporsi. L’esilio cessa così di apparire come una figura politica marginale, per affermarsi come un paradigma filosofico-politico fondamentale, forse il solo che, rompendo la fitta trama della tradizione politica ancora dominante, consentirebbe di pensare da capo la politica dell’Occidente. Le contraddizioni esplodono invece nell’Unione Europea, un organismo che, non essendo altro che un patto fra Stati, manca necessariamente di un corpo politico unitario. E finché l’Europa continuerà a fingere una costituzione e un popolo che non può avere, essa resterà in ogni senso un political corpse, un cadavere politico asservito di volta in volta a interessi estranei. Forse solo a uno sguardo che, in un’Europa al tramonto, cercherà di cogliere ciò che è rimasto vivo nella sua tradizione culturale, qualcosa come una realtà politica europea diventerà per la prima volta visibile

Orient express. Parigi-Istanbul andata e ritorno – Tino Mantarro – Bottega Errante – mercoledì 20 maggio
Un viaggio tra mito e realtà della tratta più famosa al mondo
La sera del 4 ottobre 1883 dalla stazione di Parigi partiva il primo Orient Express, destinazione Costantinopoli. Una sera di giugno, centoquarant’anni dopo, Marco Carlone e Tino Mantarro si ritrovano nello stesso luogo per ripercorrere quella rotta per Istanbul, ma a bordo di treni tutt’altro che lussuosi. La traversata comincia su un Espresso notturno verso Vienna, che in una notte accumula tre ore di ritardo. È l’inizio di un viaggio a velocità ridotta, inseguendo quel che resta di un treno leggendario su cui hanno viaggiato sovrani e scrittori, spie e assassini, migranti ed esuli.