Letizia Gianformaggio è stata una prestigiosa teorica di filosofia del diritto che ha insegnato all’Università degli Studi di Siena e di Ferrara, una delle menti preziose che hanno incrementato il prestigio del nostro Ateneo. Era nata a Spello nel 1944. Laureata in Filosofia del diritto nel 1966 all’Università di Perugia, nel 1975 ottenne l’incarico di insegnamento di Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Siena, dove è rimasta fino al 1997. Dal 1997 fino al 2003 ha insegnato presso l’Università di Ferrara. È scomparsa prematuramente nel 2004.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerla personalmente ricorda una figura gentile, schiva con un vago accento umbro che accompagnava piacevolmente la sua ironia. Riservata di carattere, ma determinata nelle sue prese di posizione, portò innovazione nella filosofia del diritto. Il rigore della ragione e della critica nell’esame e nella costruzione del diritto positivo furono la sua bussola. Quest’ impostazione la portò a esporsi su vari fronti: l’immigrazione che la vide in prima fila nella difesa dei diritti dei migranti e contro la legge Bossi-Fini fino a compiere un viaggio a Valona, proprio nel periodo di maggiore affluenza di migranti albanesi, un “un viaggio al contrario” perché solo così si potevano capire le ragioni dell’esodo; la presa di posizione sulla guerra; nel 1999 Letizia, in pieno conflitto jugoslavo, scriveva “Oggi, dichiararsi pacifista è decisamente demodé. Crea imbarazzo nell’interlocutore. Dio mio, siamo uomini di mondo! (Donne di mondo no, non si usa dirlo, potrebbe essere frainteso!) E poi: invocare la Pace! Via, non è abbastanza post-moderno. Avere dei principi, ed esibirli, è vagamente sconveniente. […] Ma io non ci tengo per niente ad essere à la page, e neanche, Dio ne guardi, post-moderna. E sono, con profonda convinzione, pacifista. Credo nella pace come valore assoluto. Che non vuol dire valore finale, o valore supremo; al contrario. Che vuol dire allora? È semplice. Vuol dire obiettivo necessario, non sufficiente”
Ma si espresse anche su leggi controverse come quella sull’affido condiviso, sulla fecondazione assistita, criticandole aspramente e anticipando nelle argomentazioni quelle della Corte costituzionale nelle diverse sentenze emesse successivamente. Del rapporto con la nostra città ci parla Anna Meoni in suo intervento al convegno organizzato nel 2019 dall’Università di Siena e dall’ANPI, proprio per ricordare Letizia Gianformaggio. Meoni ha infatti “molto vivido il ricordo del 1994, l’anno della vittoria di Forza Italia, del primo governo Berlusconi con Alleanza nazionale. La minaccia di modifiche costituzionali in favore di una repubblica presidenziale dette vita, su impulso di Dossetti, ai comitati in difesa della Costituzione. Anche a Siena si formò; ci si incontrava nella sede dell’Istituto storico della Resistenza e Letizia ne era l’anima.”
Filosofa del diritto, Maestra, come fu ricordata in un Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Siena, proprio sul suo lascito teorico nel 2025, il cuore del suo ragionamento fu sempre la libertà della persona. Un ragionamento rigoroso che portava anche nelle tematiche femministe. Conosceva le filosofe della differenza, ma il suo ostinato inserire le libertà femminili all’interno delle libertà tout court e la fiducia nel metodo deduttivo la collocavano spesso in dialettica col pensiero femminista di quegli anni. Infine, va ricordato il suo impegno per la nascita di GIUdIT, il blog delle giuriste italiane.