L’interessamento di Leonardo per l’ex stabilimento Beko di Siena apre una prospettiva importante per il futuro industriale del sito, ma adesso servono certezze sul piano produttivo e occupazionale. A sottolinearlo è Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, intervenendo sugli sviluppi del tavolo ministeriale dedicato alla reindustrializzazione dell’area.
“La conferma dell’interessamento di Leonardo è importante e merita di essere approfondita in modo costruttivo. Non bastano però gli annunci: servono impegni concreti e garanzie formali. È necessario conoscere i programmi di investimento, le attività produttive previste, le ricadute occupazionali e i tempi di realizzazione”, dichiara Bezzini.
Il punto centrale resta la tutela del lavoro. L’obiettivo indicato fin dall’inizio dai sindacati è quello di garantire un bacino occupazionale equivalente a quello dell’ex Beko, pari a circa 300 posti di lavoro, insieme a un progetto industriale unitario per l’intero sito produttivo. Due condizioni che, secondo Bezzini, devono rimanere prioritarie anche alla luce del possibile coinvolgimento di Leonardo.
La Regione Toscana sta già accompagnando il percorso di reindustrializzazione attraverso attività formative rivolte ai lavoratori. Per passare dalle competenze generali a una formazione mirata, però, occorre conoscere in tempi rapidi i fabbisogni professionali legati alle nuove produzioni. Allo stesso tempo, è necessario chiarire come l’interessamento di Leonardo si coordini con le procedure già avviate e con le attività di ricerca di altri potenziali investitori.
“Tutti i percorsi devono essere tenuti insieme, senza perdere altro tempo. Occorre inoltre coordinare le bonifiche dello stabilimento con i tempi degli investimenti e dell’insediamento delle nuove attività produttive, affinché non si creino ulteriori ritardi”, aggiunge Bezzini.
A rendere urgente il confronto sono anche le scadenze. Gli ammortizzatori sociali termineranno nel dicembre 2027 e il percorso verso la reindustrializzazione deve arrivare a risultati concreti ben prima di quella data.
Il tempo, dunque, non è una variabile secondaria: “Anche il calendario politico nazionale impone di accelerare: la legislatura si avvia verso la sua conclusione e sarebbe auspicabile che gli impegni venissero formalizzati prima di entrare nella campagna elettorale anche per rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori, evitando che il futuro dello stabilimento rimanga sospeso in una fase di transizione politica”, conclude Bezzini.