di Bruno Alfonsi
Una lungimirante idea delle Amministrazioni passate fu quella di immaginare e realizzare un certo numero di posteggi a ridosso delle Mura, o appena all’interno, per poter permettere l’accesso facile al Centro Storico tramite scale mobili o percorsi pedonali.
Pochi giorni fa avendo un appuntamento in Vallerozzi (la mia nipotina che partecipava alla gara dei carretti nella Lupa) ho pensato, dopo tantissimo tempo, di posteggiare nel Parcheggio San Francesco, quello, per intenderci, che si trova dopo il “curvone” di via Peruzzi tra Porta Pispini e Porta Ovile e che tramite scala mobile porta esattamente alle spalle della Basilica Francescana.
Ho lasciato l’auto, non senza notare la pericolosità e la difficoltà dell’accesso (e ancor di più difficoltosa lo è stata poi l’uscita), e mi sono incamminato insieme a numerosi turisti stranieri, perplessi ed in difficoltà per l’assenza di indicazioni, lungo il percorso pedonale che conduce alle scale mobili o alla Porta Ovile, ed è allora che mi sono reso conto di quanto un progetto brillante come quello dei posteggi di accesso alla città possa essere vanificato a causa della incompiutezza, e della scarsa manutenzione e trasandatezza. Procedendo nel tratto pedonale si percorre uno stretto camminamento dissestato chiuso da un lato da blocchi di cemento che separano dalla strada ad alta percorrenza dove le auto transitano a velocità sostenuta, dall’altro da una rete posticcia e provvisoria (sebbene sia li da anni) che recinge uno spazio che un tempo era occupato da un distributore di carburante ed oggi lo è dai rifiuti di una gitarella giornaliera di turisti un po’ incivili.

Il fondo del camminamento è dissestato ed è inimmaginabile percorrerlo, ad esempio, su di una sedia a rotelle. L’accesso alla scala mobile è sufficientemente lontano e nascosto e comporta un attraversamento abbastanza pericoloso.
La situazione non migliora procedendo verso la Porta Ovile.
Questo è ciò che il turista incontra nel suo accedere al meraviglioso centro Storico, questo è il benvenuto e questa la prima impressione che riceve chi arriva, e, si sa, la prima impressione è destinata a condizionare il giudizio.


Non c’è di che rallegrarsi, se ci si sposta all’accesso alle Scale mobili che dalle Fonti di Fontebranda portano nel cuore di Vallepiatta a pochi metri dal Duomo e da Piazza del Campo.
Una risalita strategica e molto utile che dovrebbe “servire” due parcheggi importanti: il cosiddetto Fagiolone di Pescaia ed il Parcheggio Santa Caterina.
Il Fagiolone è un utile punto di attracco per Bus turistici, camper e roulotte Incuranti della distanza molti turisti scelgono di percorrere a piedi la via che li porterà da lì in Fontebranda… e qui vengono le dolenti note: dopo un attraversamento tra i più pericolosi che si possano immaginare (a un ponte pedonale che scavalchi Pescaia non ha mai pensato nessuno?) gli ardimentosi devono camminare in una strada stretta, a doppio senso di marcia e con auto parcheggiate su di un lato. Nonostante ripetute promesse, progetti, intenzioni non si è mai riusciti a completare un seppur stretto marciapiede od a creare un percorso pedonale (e perché no ciclabile) nei terreni limitrofi.
Nato per garantire l’arrivo e la sosta praticamente nel cuore della città con la scala mobile verso il Duomo ed il Campo e, secondo vecchi progetti, si poteva prevedere anche una risalita sul lato opposto fino a San Domenico ed all’area dello Stadio, presenta due problemi.
È collocato al termine di una strada senza sfondo, un “cul de sac”.
L’ignaro turista si trova davanti un divieto d’accesso per ZTL ed uno spazio molto angusto e pieno di auto spesso in doppia fila, dove è molto difficile fare inversione e tornare indietro.
Nei giorni di particolare affluenza quando il posteggio è al completo si creano inestricabili ingorghi tra auto che cercano parcheggio altre che fanno manovra, turisti perplessi che cercano di capire. In ogni caso, una volta parcheggiato, chi arriva, per raggiungere la scala mobile, deve affrontare una salita impegnativa (chiedete ai ciclisti delle Strade Bianche) sicuramente impossibile per un portatore di handicap o, anche solo per una persona temporaneamente invalida o con problemi deambulatori o semplicemente a corto di fiato e di allenamento.
Sembra impossibile che in tanti anni non si sia trovato un modo per ovviare a questa difficoltà, che sia un ascensore, una ulteriore scala mobile o un tapis roulant. Vedremo in prossimi articoli le criticità degli altri accessi, ma voglio concludere con…
Una perla. Parlando di questa impegnativa “pettata” (così diciamo a Siena) voglio raccontare una cosa scoperta nei giorni scorsi che mi ha lasciato allibito. È completamente fuori contesto ma è importante per capire quanta sia poca l’attenzione che viene rivolta al cittadino, soprattutto i più anziani. Dal 2026 SEI Toscana, e con lei il Comune, ha deciso che la distribuzione dei sacchetti per la differenziata riservata ai residenti nel Centro storico avvenga esclusivamente in un locale sito all’interno di Porta Fontabranda. Irraggiungibile con l’auto. Pensate la difficoltà di un anziano (e non solo) che abita in zone lontane della città costretto a lunghe camminate o a entrare nel “cul de sac” di cui sopra, posteggiare, farsi la famosa “pettata”. Mi è sembrata una cosa incredibile.