È morta Emma Bonino, una vita per i diritti e l’Europa
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È morta Emma Bonino, una vita per i diritti e l’Europa

Dalla battaglia per l’aborto e i diritti civili all’impegno europeo e internazionale, oltre cinquant’anni di politica sempre in prima linea.

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11 Settembre 2026 - 10.04 Culture


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La storica leader dei Radicali prima e di +Europa poi, Emma Bonino è morta a 78 anni, dopo che nei giorni scorsi era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito per una crisi respiratoria. Era già stata oggetto di un ricovero lo scorso 30 novembre 2025 fino al 8 dicembre, al San Filippo Neri. In quel caso la terapia intensiva fu necessaria per una sopraggiunta insufficienza respiratoria. Ancora prima al 2024 risaliva un altra ospedalizzazione, sempre per problemi respiratori e anche in quell’occasione erano state necessarie cure intensive.

La carriera politica di Emma Bonino, ha attraversato mezzo secolo di storia d’Italia, dentro e fuori da Governi e Parlamento, tra lotta per i diritti civili, europeismo e impegno internazionale. 

Sin dagli anni ’70 al fianco di Marco Pannella nel Partito Radicale, si distingue soprattutto per la campagna a favore di un aborto libero e regolato dalla legge. Nel 1976 già a 28 anni viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista dei Radicali, mentre due anni dopo nel 1978 è tra i fondatori dell’associazione Food and Disarmament International, contro la fame nel mondo. Eletta al Parlamento Europeo sin dal 1979, entra a far parte della commissione Energia e ricerca.

Nella sua storia personale e politica l’impegno nazionale si è sempre legato ad una forte spinta europeista, senza dimenticare la tutela dei diritti civili. 

È stata segretaria del Partito Radicale, ma anche presidente del Partito Radicale Transnazionale, vice presidente del Senato e ministra degli Esteri, si è impegnata contro la pena di morte e per favorire i tribunali sui crimini di guerra. Ha guidato missioni di osservazioni elettorali in nome dell’Unione Europea in Ecuador (2002) e Afghanistan (2005), al fine di monitorare il rispetto dei processi democratici. 

Nel 2015 l’annuncio sulle frequenze di Radio Radicale del tumore al polmone venne accompagnato dalla dichiarazione che non avrebbe interrotto la sua attività politica, ma l’avrebbe modulata sulle necessità mediche: “Non sono intenzionata a interrompere le mie attività perché da una  passione, come quella politica, non ci si dimette, però è chiaro che  le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche”.  

Fino all’ultimo Emma Bonino ha rivendicato la volontà di non arrendersi e di continuare il proprio impegno politico, anche di fronte alla malattia. Una determinazione che ha accompagnato tutta la sua lunga storia pubblica, tra battaglie per i diritti civili, europeismo e impegno internazionale.

Con la sua morte scompare una delle personalità più riconoscibili e combattive della politica italiana degli ultimi cinquant’anni, protagonista di battaglie che hanno lasciato un segno profondo nella storia del Paese.

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