Caldo estremo e piogge improvvise sempre più intense come quelle che da giugno hanno accompagnato questa estate, non sono emergenze eccezionali da affrontare soltanto quando arrivano una nuova ondata di calore o un forte temporale, ma sono un fenomeno strutturale con il quale anche Siena deve fare i conti. E le indicazioni della comunità scientifica sono chiare: accanto alla riduzione delle emissioni, che resta indispensabile, servono misure concrete di adattamento capaci di rendere le città più resilienti e vivibili.
È da questa consapevolezza che nasce l’interrogazione dei gruppi consiliari del Partito Democratico e di Siena Sostenibile (Giulia Mazzarelli, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Gabriella Piccinni, Luca Micheli del Pd e Monica Casciaro di SS), che pone alla Sindaca di Siena e alla Giunta alcune domande precise per progettare oggi una città capace di affrontare il clima di domani, tutelando prima di tutto le persone più fragili e rendendo gli spazi urbani più vivibili per tutti.
Si tratta di un problema di qualità della vita. “In Toscana – scrivono i consiglieri – esistono già esperienze dalle quali prendere spunto. Firenze e Livorno hanno individuato reti di rifugi climatici, luoghi accessibili e riconoscibili nei quali trovare sollievo nelle giornate più calde, mentre Bagno a Ripoli ha introdotto il depaving negli strumenti urbanistici, facendo della riduzione delle superfici impermeabili una scelta destinata a incidere stabilmente sul modo in cui la città si trasforma. Pensiamo che Siena debba muoversi nella stessa direzione, valorizzando il patrimonio verde che già possiede e programmando interventi capaci di aumentare l’ombra, migliorare la gestione delle acque, rendere i suoli più permeabili e gli spazi pubblici più vivibili. Per questo chiediamo anche se tali criteri siano stati considerati nella redazione del nuovo Piano Strutturale e se troveranno spazio nel prossimo Piano Operativo e nel Piano del Verde”.