Social freezing, la Toscana approva la legge
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Social freezing, la Toscana approva la legge

Via libera del Consiglio regionale alla proposta promossa dal Pd: il sostegno è destinato alle donne tra 25 e 39 anni con ISEE fino a 30mila euro. Vannucci e Bezzini: “Una scelta di equità che amplia la libertà di scelta delle donne”

Social freezing, la Toscana approva la legge
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

23 Settembre 2026 - 16.56


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La Toscana introduce un sostegno economico strutturale per il social freezing. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge “Disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali”, promossa dal Gruppo Pd, che prevede un contributo fino a 3mila euro per le donne che scelgono di ricorrere alla crioconservazione degli ovociti per preservare la propria fertilità.

La misura punta a rendere più accessibile una procedura che può avere costi significativi e che, secondo i promotori, rischia di rimanere preclusa alle donne con minori disponibilità economiche. Il contributo sarà erogato attraverso le aziende unità sanitarie locali e potrà essere utilizzato per l’intero percorso di social freezing, compresa la terapia farmacologica e, nei limiti previsti, un’eventuale ripetizione della procedura e il mantenimento del materiale crioconservato.

“Con questa legge introduciamo un contributo fino a 3mila euro per le donne tra i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con ISEE non superiore a 30mila euro, riconoscendo priorità alle fasce economicamente più fragili – continua Vannucci –. Il sostegno sarà erogato attraverso le aziende unità sanitarie locali e abbiamo previsto 550mila euro complessivi: 50mila per il 2026 e 250mila euro l’anno per il 2027 e il 2028. Il contributo potrà sostenere i costi dell’intero percorso, compresa la terapia farmacologica e, nei limiti previsti, anche l’eventuale ripetizione della procedura e il mantenimento del materiale crioconservato. Voglio ringraziare tutte e tutti coloro che in questi mesi hanno creduto in questa proposta e hanno contribuito, attraverso il confronto e il lavoro istituzionale, a trasformarla oggi in una legge”.

La misura approvata dal Consiglio regionale si inserisce nel quadro delle politiche regionali sulla preservazione della fertilità. La Toscana era già intervenuta sia sul fronte della preservazione legata a indicazioni mediche, il cosiddetto “medical freezing”, sia su quello della crioconservazione dei gameti. Il social freezing è una tecnica che, attraverso la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale, permette di preservare la fertilità in età più giovane, con l’obiettivo di aumentare le probabilità di successo di una futura gravidanza nel caso in cui, con il passare del tempo, si determinino difficoltà di concepimento legate alla fisiologica riduzione della fertilità. Il nuovo provvedimento introduce ora un sostegno economico stabile specificamente rivolto alla preservazione della fertilità per fini sociali.

Per Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, il nodo centrale del provvedimento è quello dell’accessibilità economica. “Il punto fondamentale di questa legge è garantire maggiori opportunità di accesso alla preservazione della fertilità, evitando che le condizioni economiche si trasformino in una barriera – sottolinea Simone Bezzini –. È una scelta innovativa, che guarda anche a esperienze europee come quella francese, dove negli ultimi anni è stata introdotta la possibilità di accedere alla crioconservazione degli ovociti anche in assenza di indicazioni mediche. Una direzione che assume particolare significato in un contesto in cui il numero medio di figli per donna ha raggiunto il minimo storico nel 2024, attestandosi a 1,18, e l’età media al primo figlio continua a crescere. Questa legge si inserisce inoltre in una visione più ampia delle politiche regionali a sostegno della genitorialità, dall’investimento sui servizi educativi e Nidi Gratis alle proposte su cui continuiamo a lavorare, come i centri estivi gratuiti e il congedo paritario”.

La legge appena approvata punta dunque a intervenire su uno degli aspetti economici legati alla preservazione della fertilità, attraverso un contributo pubblico destinato alle donne che, nel rispetto dei requisiti stabiliti, scelgono di intraprendere il percorso di social freezing.

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