di Serenella Civitelli
C’è anche la firma dell’Università di Siena su una scoperta che potrebbe aprire nuove prospettive nella cura del dolore cronico.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature Communications”, identifica una nuova molecola, MSP20, in grado di svolgere un’efficace azione analgesica di lunga durata con un potenziale effetto neuroprotettivo.
La ricerca è il risultato della collaborazione dell’Ateneo senese con numerosi centri di ricerca italiani ed internazionali.
MSP20 è stato individuato come il derivato più promettente di una nuova classe di agonisti del recettore TRPV1, una proteina che svolge un ruolo chiave nella trasmissione degli stimoli dolorosi.
La scoperta è stata resa possibile grazie all’integrazione di tecniche computazionali avanzate, sintesi chimica e studi farmacologici.
La microscopia crioelettronica (Cryo-EM), tecnologia di ultima generazione, ha permesso di confermare il meccanismo d’azione della molecola: MSP20 si lega al recettore TRPV1, riducendone progressivamente l’attività ed attenuando, cosí, la trasmissione del segnale del dolore.
I risultati della ricerca dimostrano che la molecola è dotata di un effetto analgesico potente e prolungato e che non provoca alterazioni della temperatura corporea, uno degli effetti collaterali che, finora, hanno limitato lo sviluppo di altri farmaci diretti verso lo stesso bersaglio recettoriale. Evidenziano, inoltre, un possibile effetto neuroprotettivo che, in futuro, potrebbe ampliare le applicazioni cliniche della scoperta.
Lo studio nasce da una rete di collaborazioni del nostro Ateneo con l’Università della Calabria, l’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, la Columbia University di New York, l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pozzuoli.
Per l’Università di Siena hanno avuto un ruolo di primo piano il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, con i gruppi delle professoresse Elena Dreassi e Antonella Brizzi e del professor Samuele Maramai. Fondamentale il contributo del Dipartimento di Scienze della Vita (professoressa Maria Frosini) e del Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo (professoressa Federica Pessina).
La pubblicazione su Nature Communications rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori senesi e conferma il ruolo dell’Università di Siena nella ricerca chimico-farmaceutica a livello internazionale.
Se i risultati saranno confermati da studi successivi, MSP20 potrebbe contribuire allo sviluppo di nuove terapie contro il dolore cronico e, in prospettiva, di alcune patologie neurovegetative.