di Annalisa Coppolaro
Inaugurata ieri con il concerto in Piazza del Campo del Siena Jazz la stagione concertistica collegata ai 56° seminari internazionali, dell’accademia senese. Nati nel 1970 dall’intento di Franco Caroni di portare Siena Jazz tra la gente e nei luoghi di Siena e contemporaneamente in un contesto internazionale, proseguono come appuntamento annuale di rilievo. Dopo i due giorni di eventi al Conservatorio Franci dedicati alla Frost Orchestra di Miami, con tanti musicisti senesi, italiani e stranieri, il concerto di ieri 23 luglio ha ammaliato una piazza attenta ed entusiasta. Al terzo anno, il concerto di Siena Jazz attrae non più solo un pubblico di appassionati ma il folto parterre delle grandi occasioni con studenti, musicisti, docenti, autorità, amanti del genere jazz e della musica di tutte le età e provenienze e turisti in visita a Siena.
Introdotto da Vincenzo Bocciarelli con il presidente di SJ Massimo Mazzini e il direttore artistico Silvia Bolognesi, che hanno raccontato gli ultimi anni di successi e grande rilancio dell’ accademia nazionale del jazz, ringraziando lo staff, il Comune di Siena e la città che accoglie e si entusiasma, il concerto in due set ha preso il via nella conchiglia accarezzata dalla brezza estiva con esibizioni di altissimo livello.
Uno dei momenti più attesi quello di ieri, grande musica con due produzioni originali firmate Siena Jazz e dedicate a due figure leggendarie della storia del jazz , Miles Davis e John Coltrane. Il primo set, “Miles Davis Songbook”, è stato un omaggio all’universo poetico e rivoluzionario del grande trombettista americano. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, Siena Jazz ne ha celebrato la personalità, la passione, l’eredità con una produzione originale diretta e arrangiata da Roberto Spadoni che riunisce docenti, Silvia Bolognesi, Maurizio Giammarco, Paolo Corsi, Guglielmo Santimone e Alessandro Presti, studenti, Jacopo Fagioli, Matilde Gori, Carlo Ponte ed esterni dell’Accademia, Giovanni Lombardo. Un organico inedito, nel quale quintetto di ottoni e quintetto jazz si fondono per rileggere una delle opere musicali più influenti del Novecento. Lo stesso Spadoni ha presentato Davis nelle sue tante sfaccettature e cambiamenti e con tutto il suo genio. Il secondo set ha portato nel Campo la prima assoluta di “Tranescape”, progetto ideato in occasione del centenario della nascita di John Coltrane. Un viaggio attraverso la dimensione spirituale e visionaria del grande sassofonista, affidato a Dan Kinzelman, Fabrizio Puglisi, Demian Cabaud e Greg Hutchinson, con la partecipazione straordinaria di David Linx. Più che un tributo, una rilettura contemporanea dell’eredità coltraniana che guarda al futuro mantenendo vivo il dialogo con la tradizione. Grande musica jazz davanti a un pubblico caldo che ha abbracciato le due formazioni con calore, interesse e tanti applausi. Inoltre notevoli le collaborazioni sia con Chigiana che con Conservatorio Franci da cui alcuni musicisti provenivano.
Attesissimo adesso l’appuntamento del 26 luglio in Piazza Provenzano con “Aspettando il Seminario”, progetto che testimonia l’attenzione di Siena Jazz ai temi dell’inclusione sociale. Protagonista sarà l’Orchestra Speciale diretta da Stefano Tamborrino insieme alla cooperativa New Naif. Un ensemble unico nel suo genere che riunisce musicisti professionisti e persone con disabilità in un percorso artistico che fa della diversità una risorsa creativa. Una serata in cui il jazz si conferma linguaggio di partecipazione, ascolto e condivisione.
Il 27 luglio prenderà ufficialmente il via la 56ª edizione dei Seminari con il concerto inaugurale della Siena Jazz University Orchestra diretta da Roberto Spadoni e con la partecipazione di due grandi protagonisti della scena internazionale, il sassofonista Pietro Tonolo e il trombettista Alex Sipiagin.
La produzione originale “Bud Powell e La Folia – Visioni e Fragilità di un Genio” celebra il sessantesimo anniversario della scomparsa del grande pianista americano, figura centrale nell’evoluzione del bebop. Attraverso nuovi arrangiamenti orchestrali e un originale dialogo con il tema secolare della Folia, il progetto affronta temi universali quali fragilità, inclusione, rispetto e accoglienza, offrendo una riflessione artistica sul rapporto tra genio creativo e condizione umana.
Presenti a questa edizione i più grandi nomi contemporanei del settore: Siena Jazz che vedranno dialogare personalità come Jo Lawry, Nguyên Lê, Mark Dresser, Zeno De Rossi, Greg Hutchinson, Alex Sipiagin, Pietro Tonolo, Lage Lund, Pasquale Mirra, Fabian Almazan, Giovanni Maier, Kokay, Will Vinson, Hermon Mehari, Gerald Clayton, Nicole Mitchell, Jen Shyu, Marquis Hill, Fabrizio Puglisi, Brandon Ross, Thomas Morgan, Savannah Harris, David Linx, Domenico Caliri, Brad Jones, Jason Palmer, Ben Van Gelder, Aruàn Ortiz, Chad Taylor e James Brandon Lewis.
Cuore pulsante dell’edizione sono i Siena Jazz Master, una delle tradizioni più affascinanti e preziose dei Seminari Internazionali Estivi di Siena Jazz: la nascita di combinazioni artistiche inedite, create appositamente per i palchi della città. Questo storico appuntamento estivo non è solo un polo didattico di pregio mondiale, ma si conferma un laboratorio vivente dove i maestri della musica improvvisata scendono dalle cattedre per dare vita a performance uniche e irripetibili. Dal 28 luglio al 5 agosto Piazza Jacopo della Quercia e il Bastione San Domenico ospiteranno incontri musicali tra alcuni dei più importanti artisti della scena internazionale. Formazioni create esclusivamente per Siena Jazz con i grandi nomi che sono a Siena per questa edizione.
Accanto alla dimensione concertistica, i Seminari confermano la loro vocazione accademica e culturale grazie ad una ricca offerta didattica. Tornerà inoltre l’appuntamento “Chigiana Meets Siena Jazz”, storica collaborazione tra le due principali istituzioni musicali cittadine, che vedrà protagonista David Linx insieme al Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” in una produzione originale pensata per la Chiesa di Sant’Agostino.
Come da tradizione, il percorso didattico troverà il proprio coronamento nei concerti finali dei gruppi di musica d’insieme. Momento conclusivo e simbolico dell’intera esperienza formativa, questi appuntamenti permetteranno agli studenti di condividere il palco con i propri docenti, trasformando il lavoro svolto durante le settimane di studio in una vera esperienza professionale e artistica aperta alla città.
Sugli International Workshop interviene il Sindaco del Comune di Siena, Nicoletta Fabio “Siena Jazz rappresenta una delle eccellenze culturali e formative più riconosciute della nostra città e, da cinquantasei edizioni, attraverso i Seminari Internazionali, richiama a Siena giovani musicisti provenienti da ogni parte del mondo. È un patrimonio di competenze, relazioni e prestigio internazionale che contribuisce in maniera significativa a promuovere l’immagine della nostra città ben oltre i confini nazionali.
La forza di questa esperienza risiede nell’altissima qualità della proposta didattica: lezioni intensive con grandi docenti della musica contemporanea, classi a numero limitato per garantire un rapporto diretto con ogni allievo e un percorso formativo che negli anni ha visto crescere molti dei protagonisti della scena musicale internazionale. Vivere Siena attraverso la musica: concerti nelle piazze, jam session nelle Contrade e collaborazioni con il Conservatorio “Rinaldo Franci” e l’Accademia Musicale Chigiana testimoniano la capacità di Siena Jazz di fare rete con le principali istituzioni culturali del territorio, portando la musica nei luoghi della città e rendendola patrimonio condiviso di cittadini e visitatori.
I Seminari Internazionali sono quindi un esempio concreto di come l’eccellenza nella formazione possa tradursi in crescita culturale, attrattività internazionale e arricchimento dell’offerta di eventi per Siena”.
Così il Presidente di Siena Jazz, Massimo Mazzini “La 56ª edizione degli International Summer Workshop rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e consolidamento internazionale di Siena Jazz. I Seminari sono il progetto che più di ogni altro racconta l’identità della nostra istituzione: un luogo in cui formazione, produzione artistica, ricerca e confronto culturale convivono e si alimentano reciprocamente.
Ogni estate Siena diventa il punto di incontro di una comunità internazionale composta da studenti, docenti, artisti, ricercatori e appassionati provenienti da tutto il mondo. È un patrimonio straordinario che negli anni ha contribuito a costruire il prestigio di Siena Jazz e della città stessa, trasformandola in uno dei principali centri europei dedicati al jazz e alle musiche improvvisate. L’edizione 2026 conferma questa vocazione internazionale e la arricchisce attraverso un programma che mette al centro la produzione originale, il dialogo tra le generazioni, l’inclusione sociale e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
Un ringraziamento particolare va al Ministero della Cultura per il sostegno attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, al Comune di Siena, a Confindustria Siena, ai nostri partner istituzionali e a tutti coloro che contribuiscono a rendere possibile un’esperienza che continua ad essere unica nel panorama internazionale. Siena Jazz guarda al futuro con ambizione, consapevole della propria storia ma soprattutto della responsabilità di continuare a innovare e a formare le nuove generazioni di musicisti e professionisti della cultura”.
“Costruire il programma degli International Summer Workshop – dichiara la Direttrice Artistica, Silvia Bolognesi – significa ogni anno immaginare uno spazio di incontro tra persone, esperienze e visioni musicali differenti. È questa la vera essenza di Siena Jazz: creare le condizioni affinché la musica diventi un linguaggio condiviso capace di generare nuove idee, nuove relazioni e nuove prospettive artistiche. L’edizione 2026 è attraversata da un forte senso di comunità e di dialogo. Lo si ritrova nei progetti dedicati a figure fondamentali come Miles Davis, John Coltrane e Bud Powell, musicisti che hanno cambiato la storia del jazz non soltanto per il loro straordinario talento ma per la loro capacità di immaginare nuovi orizzonti espressivi. Abbiamo scelto di non proporre semplici tributi, ma produzioni originali che rileggono la loro eredità attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti di oggi.
Allo stesso tempo abbiamo voluto rafforzare la dimensione laboratoriale e creativa che da sempre caratterizza Siena Jazz. Il workshop di scrittura e arrangiamento per orchestra jazz, i concerti dei Siena Jazz Masters, la collaborazione con la Frost School of Music di Miami e le attività dedicate alla comunicazione musicale testimoniano la volontà di offrire agli studenti un’esperienza completa, capace di connettere formazione, ricerca e produzione artistica.
Sono particolarmente orgogliosa della presenza di progetti come “Aspettando il Seminario” con l’Orchestra Speciale di Stefano Tamborrino e New Naif, perché raccontano una visione della musica come strumento di inclusione, partecipazione e crescita collettiva. Credo che oggi più che mai il jazz possa rappresentare uno spazio di ascolto reciproco e di valorizzazione delle differenze. I Seminari Internazionali non sono soltanto un momento di alta formazione. Sono una comunità temporanea che ogni anno si riunisce a Siena per condividere conoscenze, esperienze e passioni. È questa energia, fatta di scambio continuo tra studenti e docenti provenienti da culture e percorsi diversi, che rende unica l’esperienza di Siena Jazz e che continua ad attrarre musicisti da tutto il mondo. La presenza di artisti straordinari come David Linx, Greg Hutchinson, Mark Dresser, Nicole Mitchell, James Brandon Lewis, Alex Sipiagin, Nguyên Lê e di tanti altri docenti di assoluto livello internazionale offrirà agli studenti un’occasione rara di confronto diretto con alcune delle voci più autorevoli e innovative della scena contemporanea. Siena, per alcune settimane, diventerà ancora una volta un luogo dove il futuro del jazz si costruisce giorno dopo giorno attraverso lo studio, la creatività e l’incontro umano”.
L’offerta didattica dell’International Summer Workshop, della durata di circa due settimane, si compone di 8 classi di strumento e musica d’insieme con una classe di miscellanea, la novità di questo seminario, che portano a Siena, docenti di fama internazionale costituti da musicisti di prim’ordine.
Le iscrizioni della 56ma edizione dell’International Summer Workshop annunciano già un grande successo, confermando il trend degli ultimi anni: 153 richieste di ammissione. Sold out su tromba e trombone, piano, batteria e canto, decine i paesi coinvolti tra cui Svezia, Turchia, Tunisia, Ungheria, Israele, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Usa, Australia, Austria, Cina, Grecia, Islanda, Paesi Bassi, Spagna, Estonia, Taiwan, Armenia, Singapore, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Svizzera, Italia con 65 allievi di cui 8 di Siena Jazz.
I risultati confermano una dimensione internazionale dell’offerta didattica di alto perfezionamento di Siena Jazz, unica nel suo genere nel contesto globale del mondo della musica jazz. Un’ultima occasione per prendere parte a un’iniziativa didattica d’eccellenza, condotta da docenti di fama internazionale, e ad un percorso intensivo di crescita artistica e professionale in un contesto stimolante. Per ulteriori info e ultime iscrizioni: segreteria@sienajazz.it.
Punto di riferimento per studenti di alto profilo qualitativo, che desiderano realizzare un approfondimento formativo finalizzato alla carriera musicale, l’International Summer Workshop è al contempo un momento dedicato a tutti gli appassionati di questa musica. Nel corso degli anni il livello della manifestazione è cresciuto al punto che ogni edizione rappresenta oggi una nuova sfida al superamento dei risultati già raggiunti. La necessità di proporre un approccio aggiornato, attento alla trasversalità di linguaggi e pratiche, incluse le contaminazioni con le musiche classiche, popolari e folk, diventa così una condizione indispensabile per incidere significativamente sulle competenze e professionalità dei nuovi musicisti che domani si affacceranno sulla scena. In questa ottica la 56ª edizione del seminario internazionale è caratterizzata dalla presenza di docenti provenienti non solo dagli Stati Uniti, ma anche da musicisti di primo ordine italiani ed europei. Come da tradizione degli ultimi anni, la presenza di musicisti appartenenti a generazioni diverse, che unisce i grandi nomi della jazz internazionale agli esponenti di assoluto rilievo della nuova scena, mantiene viva una peculiarità di questo genere, dando forza al processo di costante rinnovamento che ha storicamente permesso l’evoluzione del jazz per oltre 100 anni.
La scelta del corpo docente valorizza al massimo quelle che sono le caratteristiche individuali e la cifra stilistica dei singoli musicisti, ma anche le affinità musicali espresse dalle progettualità condivise, frutto di numerose collaborazioni che gli stessi hanno sviluppato nel corso degli anni. L’altro aspetto centrale, ormai divenuto tradizione dalle ultime edizioni, è rappresentato dalla presenza di musicisti appartenenti a generazioni diverse. L’offerta didattica è centrata sulla costruzione di gruppi di musica di insieme in cui studenti e docenti si affiancano nella performance. Gli ensemble sono infatti coordinati dai docenti, che assumono il ruolo di leader delle rispettive formazioni: ciò permette di indirizzare nel modo migliore il gruppo e i singoli studenti rispetto a prassi, strategie di interplay e pensiero creativo, creando al contempo quell’atmosfera stimolante, carica di empatia e condivisione, che caratterizza da sempre i Seminari.
Un simbolico ponte musicale che unisce l’Europa e le 2 parti dell’Oceano Atlantico, che mette in comunicazione generazioni e approcci musicali differenti e spesso distanti fra loro, per creare un progetto originale congiunto: questo sarà il risultato dell’iniziativa, che troverà riscontro anche sul piano performativo nei concerti principali programmati per questa edizione. Siena Jazz International Academy costruisce un ponte tra le nuove generazioni di musicisti e i grandi protagonisti della scena internazionale. Un ponte che ha posto le fondamenta dal 1977 grazie allo studio, alla ricerca, alla sperimentazione e produzione artistica che trova la sua espressione più compiuta negli International Summer Workshop, il progetto simbolo dell’Accademia senese sostenuto dal Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo promosso dal Ministero Italiano della Cultura. Giunti alla 56ª edizione, i Seminari Internazionali continuano a rappresentare un punto di riferimento assoluto nel panorama internazionale del jazz e delle musiche improvvisate.