L’Albergo di Murlo a Vescovado ospita, in orario di aperitivo, la prima uscita live di “Paradise Parade”, nuovo progetto della CIPM – Compagnia Indipendente di Poesia e Musica, gruppo senese che da anni lavora sul crinale sottile tra forma-canzone e forma-poesia. Ospite d’onore sarà Stefano Dal Bianco, autore del pluripremiato Paradiso (Garzanti, 2024), da cui provengono i testi.
Il metodo di lavoro della CIPM affonda le radici in una lunga tradizione che intreccia parola poetica e rock: dal progressive italiano ed europeo degli anni Settanta, che trasformava la lirica in trama sonora e narrativa estesa, fino alle atmosfere più rarefatte del post-rock, dove i suoni definiscono orizzonti emotivi. E sono ugualmente forti i riferimenti letterari, tra la poesia delle origini – greci e provenzali in prima linea – e le esperienze di recupero dell’oralità dagli anni Sessanta in poi. In questo solco, la musica non è un tappeto del verso, come troppo spesso accade; piuttosto una cassa di risonanza, un arrangiamento capace di rispettare il ritmo interno della lingua, gli accenti, la lunghezza delle sillabe, senza tradire la struttura metrica originale.
È qui che entra l’attenzione filologica e metrica che contraddistingue le composizioni della CIPM: un rispetto totale e completo del testo, per permettere alla parola poetica di restare intatta anche quando condivide il tempo di una canzone. Così può generare echi nella mente di chi ascolta: un dialogo di immagini, memorie, risonanze che chi suona, recita o canta riconosce dentro di sé e mette a disposizione degli altri. La doppia presenza di suono e parola apre un canale emotivo che introduce naturalmente alla comprensione della poesia. È interpretazione da un lato, accompagnamento alla condivisione dall’altro: si restituisce non una spiegazione della poesia ma un’esperienza d’ascolto, in una vera e propria estensione del testo. In questo senso la dimensione live risulta imprescindibile, perché è lì che può compiersi lo scambio umano su cui tutto il progetto si fonda.
Un progetto che per la CIPM è prima di tutto un vero e proprio viaggio sentimentale, perché strettamente legato alle storie personali dei suoi componenti e a come ciascuno abbia praticato la propria resistenza umana. «Cerchiamo di non essere soli – spiegano –, cerchiamo di sentire e di ricordare che cos’è la scoperta e che cos’è la bellezza, e chi è l’essere umano con tutte le sue complicazioni: è l’unico filo che può guidarci. E’ difficile spiegare bene in che cosa consiste il nostro lavoro, ma tutto diventa immediatamente chiaro a chi ci ascolta. Forse la definizione in cui ci riconosciamo di più è quella di “trovatrici e trovatori di testi”, tenendo insieme l’antico e il nuovo. Ogni pezzo nasce da un dialogo artigianale: a volte è un’armonia o un riff a “trovare” un testo che risponde, e i due elementi si costruiscono e si modellano nel rispetto reciproco; altre volte è un passo, un testo, l’atmosfera di un libro – come è accaduto con Paradiso – a innescare il processo, per tentativi e risposte. Con la difficoltà della traduzione reciproca di due linguaggi diversi e con la gioia libera e forte di riportare la poesia alle sue radici sensoriali e carnali: la danza della lingua nella bocca, le mani e i piedi che segnano il tempo, il respiro, il battere e levare, il cantato di vocali e consonanti.»
La formazione, nata dall’incontro tra musicisti di provenienza rock – Maurizio Regoli e Giacomo Gandolfi, storici Dedalo, e Jevon Brunk – e voci di solida formazione umanistica come Valentina Tinacci, porta avanti anche l’album “Onde Umane Avventure”, attualmente in registrazione. In formazioni diverse (i componenti in tutto sono otto) porta avanti diverse linee di ricerca e spettacoli. Ingresso libero per la serata di Vescovado.