di Annalisa Coppolaro
Presentata giovedì 18 giugno nella contrada dell’Onda in via Dupré 111 la mostra dal titolo Dario Neri Xilografie di un medioevo immaginato. Davanti al pubblico, i relatori hanno dato una precisa idea di un aspetto del lavoro del grande artista senese, un patrimonio di opere, 171 per la precisione, che la famiglia Neri ha deciso di donare al Museo della contrada a cui Neri lega il suo nome da sempre.
Questo grande evento che sarà aperto da ora fino a metà settembre nella sede della contrada presenta al grande pubblico le xilografie realizzate dall’insigne artista murlese che fu contradaiolo e poi capitano vittorioso dell’Onda nel 1950. Le xilografie incise su legno rappresentano scene di un’epoca che il grande artista ha appunto rappresentato nel suo modo e con il suo unico stile.
“Questa mostra è, soprattutto, un primo tributo all’arte di Dario Neri, artista ondaiolo di rilevanza nazionale, che ha inciso sul legno la propria idea di un Medioevo pensato, sognato, immaginato, popolato di madonne e di messeri, di cavalieri e di pievi, caratterizzato da città turrite e da lauti banchetti.” si legge nell’intervento dei Provveditori ai beni artistici dell’Onda Simonetta Losi e Leonardo Scelfo nel catalogo della mostra. Losi e Scelfo, insieme a Andrea Sbardellati, a Francesco Cataldo e a Carla Testa Neri sono coloro che hanno portato avanti questo progetto iniziato da Massimo Spessot.
Grande artista e intellettuale, Dario Neri nacque a Vescovado di Murlo nel 1895 ed è stato attivo per decenni tra Siena e Murlo, esponendo le proprie opere in tutta Italia. Non essendo senese di nascita si è avvicinato con rispetto alla contrada dell’Onda e, come scrive il figlio Paolo nel catalogo e come ha raccontato alla presentazione della mostra, ha trasmesso questo rispetto ai famigliari. E in questo modo la famiglia Neri è rimasta legata alla contrada capitana dell’Onda fino a oggi. Toccante la narrazione di Paolo Neri del ritrovamento di un taccuino appartenuto alla madre dove lei annotava: “Sia benedetta la memoria di un uomo che mi ha insegnato a vedere la bellezza”.
Del resto, su come vedere la bellezza tramite l’arte di un grande come Dario Neri si sono incentrati anche gli interventi degli altri relatori, Roberto Lusini, Simonetta Losi, Leonardo Scelfo, Andrea Sbardellati. Losi ha ripercorso i tanti legami di Neri e dei suoi famigliari con la città, dalla Sclavo amministrata dallo stesso artista, fino alla realizzazione del notissimo manifesto del Palio di Siena. Inoltre ha fatto notare che per le xilografie è necessaria una qualità essenziale, la certezza. Infatti ogni segno inciso sul legno non si può più modificare una volta realizzato.
La xilografia venne scelta come mezzo espressivo da Dario Neri anche grazie alla sua amicizia con Adolfo De Carolis, pittore, incisore, restauratore, amico di personaggi quali Govoni, Pascoli, D’Annunzio, e questo incontro fu determinante per l’attività dell’artista senese, oggi raccolta e disponibile appunto al museo della contrada.
La mostra resta visitabile fino a metà settembre e sarà possibile accedere negli orari di apertura del Museo di contrada dell’Onda, consultabili sul sito, oppure prenotando la propria visita inviando una mail sempre tramite il sito www.contradacapitanadellonda.it .