Da alcuni mesi vengono posizionati a Siena i nuovi cassonetti (alcuni interrati) per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Sono detti “intelligenti” perché hanno una serratura elettronica, apribile con la tessera magnetica di SEI-Toscana, perché sono in grado di contare i sacchetti e perché, in prospettiva, consentiranno di calcolare la TARI in base all’effettivo conferimento di ogni nucleo familiare. Infine, perché quando sono pieni “avvertono” gli addetti allo svuotamento inviando un segnale.
Siena ha ricevuto questa novità per ultima o quasi, dopo Arezzo, Grosseto e la maggior parte dei comuni dell’ATO Toscana Sud.
Un ritardo che si spiega solo con la disattenzione del nostro Comune alle assemblee dell’ATO dove si contrattano e decidono i calendari degli investimenti e degli interventi di SEI-Toscana.
Ma veniamo al presente. Da Piazza del Campo hanno fatto sapere, anzi hanno ribadito perché già era stato annunciato in precedenza, che la serratura elettronica non sarà attivata.
Lasciati aperti, i cassonetti perdono ovviamente tutte le altre funzioni e, lobotomizzati, tornano a essere semplici contenitori come i loro avi. Smarriscono inoltre anche la funzione educativa dei cittadini verso una sempre maggiore attenzione a produrre meno rifiuti e a differenziarli meglio.
La decisione appare tanto più strana perché contraddice l’esperienza positiva dei due eco siti, collocati in locali del centro storico in via Fontebranda e in via del Poggio (da ascrivere alla serie “La destra al governo di Siena ha fatto anche cose buone”), accessibili solo con l’uso della tessera magnetica.