di Adriano Meis
Alcuni giorni fa il Capogruppo del Partito Democratico, Simone Bezzini, ha rilanciato la disponibilità della Regione Toscana, ovvero del Presidente Eugenio Giani e dell’Assessore Boni, a costruire un percorso istituzionale che porti ad avviare il progetto del raddoppio ferroviario del tratto tra Poggibonsi e Siena.
Un’iniziativa decisamente importante, che peraltro avrebbe il vantaggio di completare gli investimenti già effettuati -supportati dall’azione dei governi a cui il centrosinistra ha partecipato- con l’obiettivo di conseguire nel giro di 5 anni la modernizzazione della linea Empoli-Poggibonsi, rendendola totalmente elettrificata e con doppio binario.
Per quanto si stia parlando della prima pietra di un progetto che potrà concludersi solo negli anni avvenire, avviare la sua realizzazione sarebbe di vitale importanza per consegnare al nostro territorio la prospettiva di uno sviluppo economico di standing elevato e al passo con i tempi, per una città che vuole legarsi a doppio filo con le opportunità di investimenti industriali e nei servizi, anche in collegamento con le eccellenze che già adesso ospita in vari settori (la farmaceutica, le scienze della vita, la ricerca).
A fronte di tale attivismo, ci si sarebbe aspettato che chi amministra la città da otto anni cogliesse la palla al balzo per mettere il Comune in prima fila, forte dei facili contatti con chi governa il Paese in questo momento. Invece, ancora una volta, tutti gli osservatori sono stati costretti a ricredersi: la maggioranza consiliare, infatti, si è limitata a presentare un vago documento programmatico che dovrebbe impegnare il Sindaco a consolidare i rapporti con il governo per una serie di interventi a sostegno del territorio.
Insomma, nei fatti la possibilità di avviare un tavolo con la regione per stanziamenti concreti destinati ad un progetto ben definito è stata rifiutata, barattandola con un vacuo “impegno” a spronare verso un maggiore attivismo il dicastero delle infrastrutture e dei trasporti, del cui ministro è principalmente nota negli ultimi tempi la compartecipazione emotiva al caso della famiglia del bosco.
Senza nulla togliere alle buone intenzioni, sotto questo profilo la maggioranza locale non pare particolarmente credibile.
Diventa infatti difficile vendere la promessa di investimenti sul territorio da parte del Governo, quando l’attuale maggioranza parlamentare a agosto 2025 (appena nove mesi fa!) ha bocciato un emendamento al DL infrastrutture presentato del Senatore Franceschelli (PD) che mirava a reperire risorse statali proprio per il progetto di cui stiamo parlando.
La verità, in conclusione, è che il tempo è prezioso e ogni iniziativa che può concretizzare un progresso nella modernizzazione delle “reti” infrastrutturali della città andrebbe raccolta velocemente e con convinzione: altrimenti la longevità dei governi diventa inutile e dell’inerzia finiranno per fare le spese soltanto i cittadini.