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Nuove perizie e polemiche riaprono il caso David Rossi

Presentata a Siena la relazione della Commissione parlamentare: ricostruzione con l’intelligenza artificiale e consulenze tecniche indicano l’ipotesi di omicidio. La famiglia chiede la riapertura dell’inchiesta, mentre scoppia la polemica sulla perizia medico-legale.

Nuove perizie e polemiche riaprono il caso David Rossi
Immagine dalla video ricostruzione con IA presentata dalla Commissione Parlamentare
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di Francesca Anichini

«Nessuno potrà più dire che la morte di David Rossi è un suicidio». Con queste parole il presidente della seconda Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso, Salvatore Vinci, ha presentato a Siena la relazione intermedia che riaccende i riflettori sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo di tredici anni fa.

Quella sera Rossi cadde da un’altezza di circa quindici metri nel vicolo di Monte Pio, nel cuore della città, morendo dopo una lunga agonia ripresa dall’unica telecamera di sorveglianza attiva nella zona. Per due volte la magistratura senese ha archiviato il caso come suicidio. La nuova Commissione parlamentare, però, sostiene che le ultime analisi tecnico-scientifiche portino a una conclusione diversa: Rossi potrebbe essere stato ucciso.

Durante la presentazione è stato mostrato anche un video di ricostruzione realizzato con l’intelligenza artificiale, che simula gli ultimi istanti di vita del manager. Nella ricostruzione Rossi sarebbe stato aggredito da due persone e trattenuto fuori dalla finestra prima di essere lasciato cadere. La proiezione ha suscitato forte emozione tra i familiari presenti: in sala il fratello Ranieri Rossi e la figlia Carolina Orlandi, mentre la moglie Antonella Tognazzi ha preferito lasciare la sala prima della visione.

Al centro della nuova ricostruzione ci sono le perizie del colonnello dei RIS dei Carabinieri Adolfo Gregori e del consulente medico Robbi Manghi. Secondo i loro accertamenti, Rossi prima di precipitare sarebbe stato sospeso all’esterno della finestra e trattenuto per i polsi. Le lesioni al braccio sinistro e la rottura dell’orologio indicherebbero una forte trazione esercitata da mani di terze persone nel tentativo di trattenerlo o di contrastarne la caduta. Un dettaglio considerato significativo riguarda proprio l’orologio: dall’analisi del video di sorveglianza emergerebbe che la cassa e il cinturino si staccano dal corpo prima dell’impatto, segno che non erano più al polso al momento della caduta.

Per la famiglia si tratta di una svolta attesa da anni. «È il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte», hanno dichiarato la moglie e la figlia di Rossi, sottolineando che ora «la prossima tappa è scoprire perché e chi ha voluto la morte di David». I legali hanno già chiesto alla Procura di Siena la riapertura delle indagini per omicidio.

Intanto, attorno alle nuove perizie è esplosa anche una polemica nel mondo medico-legale. La Federazione delle associazioni dei medici legali italiani ha contestato la qualifica del consulente Manghi, sostenendo che non sia uno specialista in medicina legale ma in gerontologia e geriatria. In una nota firmata dal presidente Arnaldo Migliorini, la Federazione ha criticato la scelta di affidargli una consulenza su dinamiche traumatiche complesse, paragonandola a «chiedere il parere di un ginecologo su un caso cardiologico».

Replica durissima dalla Commissione. Il presidente Gianluca Vinci ha definito l’attacco «pretestuoso» e ha annunciato la possibilità di una querela. «È stato infangato non solo il nome di un consulente ma quello dell’intera Commissione», ha dichiarato, ribadendo che Manghi svolge attività medico-legale sulla base dei titoli acquisiti nel corso della carriera.

Tredici anni dopo la morte di David Rossi, il caso resta quindi al centro del dibattito giudiziario e politico. La parola, ora, torna alla Procura di Siena, chiamata a decidere se le nuove perizie saranno sufficienti per riaprire l’inchiesta e trasformare definitivamente il sospetto di omicidio in una nuova indagine.

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