di Nella Monti
Altri cinque anni per portare a termine i progetti di trasformazione urbana previsti da al Piano operativo di Siena, entrato in vigore il 28 gennaio 2022, durante la giunta di Luigi De Mossi, e in scadenza nel gennaio 2027. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza la proroga fino al 28 gennaio 2032 dell’efficacia delle previsioni urbanistiche soggette a scadenza. L’obiettivo è evitare che vengano meno le previsioni interessate.
La documentazione allegata alla delibera fotografa una situazione articolata, con numerosi interventi ancora da attuare o in itinere e livelli di avanzamento differenti. È proprio su questo quadro che si innesta la critica delle opposizioni: la proroga, sostengono, evita la decadenza delle previsioni, ma non risolve i ritardi accumulati né chiarisce quali trasformazioni siano ancora effettivamente realizzabili.
Il Piano operativo distingue due ambiti: disciplina gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, che non ha una scadenza, e le previsioni che riguardano le trasformazioni degli insediamenti e delle infrastrutture, destinate invece per legge a perdere efficacia dopo cinque anni.
Senza una proroga, dal 28 gennaio 2027 sarebbero quindi decadute le previsioni non ancora attuate, comprese quelle relative ai piani attuativi pubblici e privati, ai progetti unitari di rigenerazione urbana e alle nuove edificazioni nel territorio urbanizzato. Il Comune ha scelto di avvalersi della possibilità, prevista dalla legge urbanistica toscana, di estendere i termini con un’unica deliberazione. Una soluzione che consente di mantenere in vigore le previsioni, ma che, secondo il Pd, finisce per compensare ritardi che avrebbero dovuto essere affrontati prima della scadenza.
Il quadro delle pratiche ancora aperte, ricostruito dalla Direzione Territorio nel documento allegato alla delibera, comprende interventi complessi distribuiti in diverse zone della città. Tra questi, l’area dell’ex Telecom, tra via Bixio e via Don Minzoni, quella di via Tolomei, le previsioni urbanistiche attorno al policlinico delle Scotte e a Vico Alto, oltre al piano attuativo di Costafabbri. Non tutte le previsioni saranno prorogate: restano escluse due aree a Isola d’Arbia, stralciate su richiesta dei proprietari dei terreni. La delibera non estende neppure i vincoli preordinati all’esproprio, che decadranno il 28 gennaio 2027 se, entro quella data, non sarà stato approvato il progetto definitivo dell’opera pubblica. Resteranno invece efficaci le previsioni relative alle aree destinate alle opere di urbanizzazione e agli standard urbanistici all’interno dei piani attuativi.
Un punto è importante: prorogare le previsioni non significa che gli interventi saranno realizzati nei prossimi cinque anni. Si prolunga la loro efficacia urbanistica, non si garantisce la loro attuazione.
Il Pd: «Una proroga non sostituisce una strategia». Il consigliere del Pd Alessandro Masi ha contestato prima di tutto l’assenza di una verifica più approfondita sullo stato di attuazione del Piano e sull’effettiva validità delle sue previsioni. «Una proroga può garantire continuità amministrativa, ma non può sostituire una strategia di governo del territorio», ha osservato. La scadenza, ha ricordato, era nota fin dal 2022 e il gruppo consiliare l’aveva già segnalata attraverso diverse interrogazioni.
«Non basta affermare che le previsioni conservino la loro attualità: occorre dimostrarlo», ha proseguito Masi. La relazione allegata alla deliberazione, con i numerosi interventi ancora da attuare o in corso e con livelli di avanzamento differenti, avrebbe richiesto, secondo il consigliere, un esame più approfondito. «Quali interventi sono concretamente realizzabili? Quali benefici pubblici produrranno? Quali previsioni rispondono ancora alle esigenze della città e quali, invece, dovrebbero essere ripensate?».
Il nodo più delicato, nella lettura del Pd, riguarda però il coordinamento tra il Piano operativo e il Piano strutturale. Le salvaguardie del Piano strutturale, entrate in vigore il 29 gennaio 2025, pongono limiti a determinate categorie di interventi, comprese nuove costruzioni nelle aree di trasformazione e pertinenziali. Fino all’approvazione del nuovo Piano strutturale, la gestione delle previsioni prorogate dovrà quindi confrontarsi con il quadro degli strumenti urbanistici e con le nuove salvaguardie. «Una situazione che rischia di rendere più complessa l’attività degli uffici e di accrescere l’incertezza per cittadini e operatori», ha sottolineato Masi, indicando nella sovrapposizione delle disposizioni un problema che la semplice proroga non risolve.
La conclusione del consigliere è netta: «Questa deliberazione certifica il fallimento della programmazione urbanistica della Giunta Fabio, perché diventa il rimedio a ritardi che avrebbero dovuto essere affrontati per tempo. La città non ha bisogno della semplice conservazione di previsioni ereditate dal passato, ma di certezze, di obiettivi verificabili e di una visione condivisa del proprio sviluppo. Non può limitarsi a prorogare il passato: ha bisogno di programmare il futuro».
