Sanità territoriale, confronto alla Certosa di Pontignano sulle sfide del servizio pubblico

L'iniziativa promossa dallo Spi Cgil Siena affronta i nodi della sanità locale tra risorse nazionali insufficienti, invecchiamento demografico e nuove urgenze sociali

Sanità territoriale, confronto alla Certosa di Pontignano sulle sfide del servizio pubblico
Preroll AMP

RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

19 Ottobre 2026 - 13.30


ATF AMP

di Annamaria Pezzimenti

Top Right AMP

Il futuro della sanità pubblica e il rafforzamento delle cure sul territorio sono stati al centro dell’incontro organizzato dallo Spi Cgil Siena presso la Certosa di Pontignano che si è svolto il 15 ottobre. L’iniziativa, intitolata “Sanità territoriale: la sfida! Difendere il territorio, costruire prossimità”, ha riunito istituzioni, università, sindacati e operatori sanitari per discutere come garantire l’accesso universale ai servizi e tutelare le persone più fragili.

Nell’introduzione dei lavori, la Segretaria Generale dello Spi Cgil Siena Daniela Cappelli ha tracciato un quadro della sanità locale tra luci e ombre. Cappelli ha sottolineato la necessità di interventi urgenti e di una programmazione pubblica efficace per contrastare il depotenziamento delle risorse nazionali e difendere il sistema sanitario pubblico dalle spinte verso la privatizzazione.

Dynamic 1 AMP

La tavola rotonda, moderata dal Vice Caporedattore del Corriere Fiorentino Alessio Gaggioli, ha visto la partecipazione di Monia Monni, Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, e di Roberto Di Pietra, Rettore dell’Università di Siena. Sono intervenuti anche Giuseppe Gugliotti, Presidente della Società della Salute Senese e Sindaco di Sovicille, Tiziana Fregoli, infermiera e delegata RSU AOS, Alessio Gramolati, Segretario Generale dello Spi Cgil Toscana, e Alice D’Ercole, Segretaria Provinciale della Cgil di Siena.

Nel suo intervento, l’Assessora Monni ha evidenziato tre criticità strutturali. Il finanziamento statale insufficiente costringe le Regioni e i cittadini a coprire la maggior parte dei costi, frammentando il sistema nazionale in venti realtà distinte. A questo si sommano la crisi delle vocazioni tra gli operatori e l’invecchiamento demografico, che richiede investimenti sulla non autosufficienza e sulla riorganizzazione degli spazi urbani. Monni ha inoltre richiamato l’attenzione sulla salute mentale, definendola un’urgenza nazionale soprattutto per gli adolescenti.

Dal confronto è emerso l’obiettivo condiviso di costruire risposte regionali concrete e innovative, capaci di rafforzare la rete dei servizi e fare da modello per il resto del Paese.

Dynamic 1 AMP
Facebook Comments Box

Autore

FloorAD AMP
Exit mobile version