di Annamaria Pezzimenti
Il futuro della sanità pubblica e il rafforzamento delle cure sul territorio sono stati al centro dell’incontro organizzato dallo Spi Cgil Siena presso la Certosa di Pontignano che si è svolto il 15 ottobre. L’iniziativa, intitolata “Sanità territoriale: la sfida! Difendere il territorio, costruire prossimità”, ha riunito istituzioni, università, sindacati e operatori sanitari per discutere come garantire l’accesso universale ai servizi e tutelare le persone più fragili.
Nell’introduzione dei lavori, la Segretaria Generale dello Spi Cgil Siena Daniela Cappelli ha tracciato un quadro della sanità locale tra luci e ombre. Cappelli ha sottolineato la necessità di interventi urgenti e di una programmazione pubblica efficace per contrastare il depotenziamento delle risorse nazionali e difendere il sistema sanitario pubblico dalle spinte verso la privatizzazione.
La tavola rotonda, moderata dal Vice Caporedattore del Corriere Fiorentino Alessio Gaggioli, ha visto la partecipazione di Monia Monni, Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, e di Roberto Di Pietra, Rettore dell’Università di Siena. Sono intervenuti anche Giuseppe Gugliotti, Presidente della Società della Salute Senese e Sindaco di Sovicille, Tiziana Fregoli, infermiera e delegata RSU AOS, Alessio Gramolati, Segretario Generale dello Spi Cgil Toscana, e Alice D’Ercole, Segretaria Provinciale della Cgil di Siena.
Nel suo intervento, l’Assessora Monni ha evidenziato tre criticità strutturali. Il finanziamento statale insufficiente costringe le Regioni e i cittadini a coprire la maggior parte dei costi, frammentando il sistema nazionale in venti realtà distinte. A questo si sommano la crisi delle vocazioni tra gli operatori e l’invecchiamento demografico, che richiede investimenti sulla non autosufficienza e sulla riorganizzazione degli spazi urbani. Monni ha inoltre richiamato l’attenzione sulla salute mentale, definendola un’urgenza nazionale soprattutto per gli adolescenti.
Dal confronto è emerso l’obiettivo condiviso di costruire risposte regionali concrete e innovative, capaci di rafforzare la rete dei servizi e fare da modello per il resto del Paese.