La commissione Cultura e Scuola del Comune di Siena non è riuscita a riunirsi per discutere della riorganizzazione degli istituti comprensivi dopo la chiusura del San Bernardino. La seduta, convocata per affrontare l’inserimento dei tre plessi dell’ex istituto negli altri istituti scolastici cittadini, è saltata per mancanza del numero legale, determinata dall’assenza della consigliera di Fratelli d’Italia Monica Crociani. Erano presenti l’assessore Lorenzo Loré e i dirigenti scolastici della Jacopo della Quercia, della Cecco Angiolieri e della Federico Tozzi, chiamati a confrontarsi sui piani formativi e sulle conseguenze della riorganizzazione per studenti e famiglie.
A denunciare l’accaduto è stata la presidente della commissione, Maria Antonietta Campolo, oggi esponente di Futuro Nazionale, che ha definito grave l’interruzione dei lavori, soprattutto per l’importanza degli argomenti all’ordine del giorno e per la presenza dei dirigenti scolastici. La vicenda ha però rapidamente assunto una dimensione politica, facendo emergere lo scontro tra Campolo e Crociani sul ruolo della presidenza. La consigliera di Fratelli d’Italia sostiene infatti che l’incarico spettasse al suo partito, nelle cui liste Campolo era stata eletta, e chiede alla presidente di dimettersi, arrivando ad affermare: «O si dimette o la commissione Cultura non esiste più». Crociani contesta inoltre la permanenza di Campolo alla guida dell’organismo dopo il suo passaggio a Futuro Nazionale e mette in discussione anche l’attività svolta dalla commissione negli ultimi anni.
Sulla vicenda interviene il Partito Democratico senese, che allarga il campo della discussione dalle tensioni tra le due consigliere alla tenuta politica della maggioranza che sostiene la sindaca Nicoletta Fabio. «La maggioranza non garantisce il regolare svolgimento dei lavori dei consiglieri comunali», afferma il PD, riferendosi all’assenza che ha impedito alla commissione di affrontare il tema della riorganizzazione scolastica e di ascoltare l’assessore e i dirigenti presenti.
L’episodio non sarebbe isolato, ma si inserirebbe in un quadro di difficoltà già emerso in altre occasioni, tra cui il parere negativo sul Documento unico di programmazione (DUP) espresso nella commissione Affari generali prima dell’ultimo Consiglio comunale, nonostante la presenza dell’intera maggioranza, e il voto sulla mozione relativa alla grazia al gioielliere, approvata con appena sette voti su 33 consiglieri.
Da qui la domanda: «Ma abbiamo ancora una maggioranza in Comune?».
Secondo il Partito Democratico, le tensioni tra le forze che sostengono la Giunta Fabio stanno producendo difficoltà nella gestione della città, senza che chi ha la responsabilità di governare sembri intenzionato ad affrontarle. Una situazione che rischia di ostacolare non soltanto il confronto politico, ma anche l’approfondimento di questioni concrete per la comunità.
Il tema della scuola, al centro della commissione saltata, è emblematico: la riorganizzazione dei plessi dell’ex San Bernardino richiede infatti un confronto tra amministrazione e dirigenti scolastici per chiarire le modalità di inserimento negli altri istituti e le ricadute sull’offerta formativa.
La conclusione del Pd è un richiamo alle priorità dell’amministrazione: «A Siena però interessano le risposte ai problemi, non ripicche, blocco degli approfondimenti, chiarimenti e del controllo democratico».
Lo scontro tra Campolo e Crociani resta dunque sullo sfondo di una questione più ampia, che riguarda la capacità della maggioranza di garantire la continuità dei lavori istituzionali. Mentre la presidente e la consigliera di Fratelli d’Italia si confrontano sul futuro della commissione Cultura e Scuola, resta da capire quando e in quali condizioni potrà riprendere il confronto sulla riorganizzazione delle scuole senesi.
