di Bruno Valentini
Il gravissimo incidente avvenuto alla rotatoria di Malizia ha riproposto il tema della sicurezza dei ciclisti a Siena. La conformazione della città rende oggettivamente difficoltosa la realizzazione delle piste ciclabili e pedalare è abbastanza faticoso, anche se l’avvento delle biciclette a pedalata assistita rende tutto più facile. E lo si vede ad occhio nudo, perché così tante biciclette in giro nel nostro territorio non si erano mai viste, anche per l’esplosione del cicloturismo.
A Siena è in programma la realizzazione di diverse piste ciclabili, anche se si procede molto lentamente. Sono progetti varati durante il mandato 2013-18, i cui finanziamenti sono stati prima concessi, poi sospesi ed infine confermati. Nel frattempo durante il mandato De Mossi (proseguita con la sindaca Fabio) è iniziata la pratica, che sollevò non poche perplessità fin dall’inizio, di tracciare sulle strade e sulle rotatorie una linea laterale tratteggiata destinata a favorire il passaggio delle biciclette. Non una vera e propria pista ciclabile, ma un percorso (non protetto) che avrebbe dovuto migliorare la sicurezza dei ciclisti.
L’incidente di ieri fra un camionista ed una turista straniera in bicicletta dimostra, invece, che il pericolo resta e che addirittura si può ridurre la percezione del pericolo, che rimane costante. In questa circostanza hanno influito anche le esigue dimensioni del ponte di Malizia, che fra l’altro potrebbero ostacolare il passaggio rapido delle ambulanze verso l’ospedale.
Se, quindi, il disegno di una (inesistente) corsia preferenziale per le bici sulle strade di Siena non aiuta a migliorare la sicurezza del traffico, rimane il problema di una corretta convivenza fra tutti quelli che frequentano la viabilità pubblica. Ci vuole più rispetto reciproco. I ciclisti dovrebbero comportarsi in modo da non ostacolare la circolazione ordinaria (basta poco), ma soprattutto chi guida auto, furgoni o mezzi pesanti deve riconoscere il diritto di chi pedala a transitare da qualsiasi strada, garantendo la sua sicurezza attraverso una distanza adeguata od addirittura rallentando se necessario. Un conducente rischia di perdere qualche secondo ma un ciclista rischia di perdere la vita.
Nelle scelte relative alla mobilità in bicicletta per il Comune sarebbe opportuno confrontarsi preventivamente con le associazioni dei ciclisti, per avere un utile confronto con chi conosce meglio le problematiche specifiche. In giro c’è una assurda intolleranza verso i ciclisti da parte di una minoranza di autisti, che se può essere stata alimentata da taluni comportamenti sgradevoli non può dare adito a stili di guida pericolosi per la vita delle persone.
