Ex Beko, Bezzini (Pd): "Bene Leonardo, ma servono garanzie sui 300 posti di lavoro"

Il capogruppo dem in Consiglio regionale chiede impegni formali, tempi certi e un progetto industriale unitario perché il futuro dei lavoratori non resti sospeso.

Ex Beko, Bezzini (Pd): "Bene Leonardo, ma servono garanzie sui 300 posti di lavoro"
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

10 Ottobre 2026 - 12.18


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L’interessamento di Leonardo per l’ex stabilimento Beko di Siena apre una prospettiva importante per il futuro industriale del sito, ma adesso servono certezze sul piano produttivo e occupazionale. A sottolinearlo è Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, intervenendo sugli sviluppi del tavolo ministeriale dedicato alla reindustrializzazione dell’area.

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“La conferma dell’interessamento di Leonardo è importante e merita di essere approfondita in modo costruttivo. Non bastano però gli annunci: servono impegni concreti e garanzie formali. È necessario conoscere i programmi di investimento, le attività produttive previste, le ricadute occupazionali e i tempi di realizzazione”, dichiara Bezzini.

Il punto centrale resta la tutela del lavoro. L’obiettivo indicato fin dall’inizio dai sindacati è quello di garantire un bacino occupazionale equivalente a quello dell’ex Beko, pari a circa 300 posti di lavoro, insieme a un progetto industriale unitario per l’intero sito produttivo. Due condizioni che, secondo Bezzini, devono rimanere prioritarie anche alla luce del possibile coinvolgimento di Leonardo.

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La Regione Toscana sta già accompagnando il percorso di reindustrializzazione attraverso attività formative rivolte ai lavoratori. Per passare dalle competenze generali a una formazione mirata, però, occorre conoscere in tempi rapidi i fabbisogni professionali legati alle nuove produzioni. Allo stesso tempo, è necessario chiarire come l’interessamento di Leonardo si coordini con le procedure già avviate e con le attività di ricerca di altri potenziali investitori.

“Tutti i percorsi devono essere tenuti insieme, senza perdere altro tempo. Occorre inoltre coordinare le bonifiche dello stabilimento con i tempi degli investimenti e dell’insediamento delle nuove attività produttive, affinché non si creino ulteriori ritardi”, aggiunge Bezzini.

A rendere urgente il confronto sono anche le scadenze. Gli ammortizzatori sociali termineranno nel dicembre 2027 e il percorso verso la reindustrializzazione deve arrivare a risultati concreti ben prima di quella data.

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Il tempo, dunque, non è una variabile secondaria: “Anche il calendario politico nazionale impone di accelerare: la legislatura si avvia verso la sua conclusione e sarebbe auspicabile che gli impegni venissero formalizzati prima di entrare nella campagna elettorale anche per rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori, evitando che il futuro dello stabilimento rimanga sospeso in una fase di transizione politica”, conclude Bezzini.

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