Siena chiede l’attenzione dell’Europa sugli effetti dell’operazione su MPS

Comune, Provincia e Regione Toscana scrivono alla Commissione europea: “Valutare con attenzione le ricadute su concorrenza, accesso al credito e pluralità dell’offerta bancaria”

Siena chiede l’attenzione dell’Europa sugli effetti dell’operazione su MPS
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

29 Settembre 2026 - 20.18


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Il Comune di Siena, la Provincia di Siena e la Regione Toscana portano la questione Mps all’attenzione della Commissione europea. Il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani hanno inviato nei giorni scorsi una lettera alla Direzione generale della Concorrenza (Dg Competition) di Bruxelles per richiamare l’attenzione sui possibili profili di rilievo europeo legati all’operazione riguardante Banca Monte dei Paschi di Siena, attualmente all’esame dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nell’ambito del procedimento C12836.

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L’iniziativa, spiegano i tre rappresentanti istituzionali, nasce dalla volontà di approfondire le possibili conseguenze dell’operazione sul mercato del credito e non intende interferire con le valutazioni delle autorità competenti.

“Continuiamo a muoverci con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto delle competenze delle autorità preposte – dichiarano congiuntamente Fabio, Carletti e Giani -. La nostra non è una richiesta di interferire nelle dinamiche di mercato, ma di verificare fino in fondo gli effetti che potrebbero prodursi sulla concorrenza, sulla pluralità dell’offerta bancaria, assicurativa e, soprattutto, sulla capacità del sistema creditizio di continuare a sostenere adeguatamente famiglie e imprese”.

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Nella lettera vengono indicati diversi aspetti sui quali, secondo le tre istituzioni toscane, sarebbe opportuno concentrare l’attenzione. Tra questi figurano la struttura dei mercati bancari e il loro livello di concentrazione, l’accesso al credito, la qualità dei servizi e l’effettiva efficacia di eventuali rimedi collegati all’operazione.

Sono dieci, in particolare, i punti sottoposti alla Dg Competition. Comune, Provincia e Regione chiedono di monitorare l’evoluzione dell’operazione e del procedimento C12836 dell’Agcm e di valutare gli eventuali profili rilevanti per il funzionamento del mercato interno e per la disciplina europea delle concentrazioni. Viene inoltre richiamata l’attenzione sulla dimensione territoriale dei mercati bancari e sull’accesso al credito da parte di piccole e medie imprese, microimprese e famiglie.

Un capitolo specifico riguarda l’eventuale compendio bancario destinato alla cessione. Le istituzioni chiedono di verificarne non soltanto la consistenza quantitativa, ma anche la capacità di operare come concorrente autonomo, credibile e durevole. A questo proposito vengono indicati come elementi da considerare anche i tempi di accettazione delle richieste di credito e il livello di autonomia decisionale delle strutture territoriali.

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La posizione espressa nella lettera parte da un presupposto: per valutare gli effetti sulla concorrenza non sarebbe sufficiente considerare esclusivamente il numero degli sportelli. La rete bancaria, sostengono Comune, Provincia e Regione, rappresenta infatti una struttura più ampia, composta da persone, competenze, processi e strumenti commerciali attraverso i quali vengono erogati servizi a famiglie e imprese.

In questo quadro, la rete di Mps viene definita dalle tre istituzioni “un asset importante dell’economia nazionale”. Secondo Fabio, Carletti e Giani, un suo significativo ridimensionamento potrebbe produrre effetti sulla concorrenza non pienamente rilevabili attraverso la sola analisi delle sovrapposizioni tra reti, con possibili conseguenze sulla capacità del mercato di offrire prodotti e servizi.

Particolare attenzione viene quindi chiesta anche alla qualità del soggetto che potrebbe acquisire il compendio destinato alla cessione. L’obiettivo indicato nella lettera è verificare che disponga delle risorse, dell’autonomia e della capacità operativa necessarie per rappresentare un concorrente effettivo e duraturo, in grado di compensare la capacità produttiva e distributiva eventualmente persa con l’operazione.

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Le tre istituzioni chiedono inoltre di tenere conto delle informazioni provenienti dagli enti territoriali e dalle rappresentanze economiche, dei consumatori e dei lavoratori, oltre a sollecitare, qualora ne ricorrano i presupposti, l’utilizzo degli strumenti previsti dal regolamento europeo sulle concentrazioni. Nella richiesta rientra anche il coordinamento con Agcm, Banca centrale europea, Banca d’Italia e le altre autorità coinvolte.

“Non intendiamo anticipare valutazioni che spettano alle autorità competenti – proseguono Fabio, Carletti e Giani – ma chiediamo che nessun elemento venga trascurato. La dimensione territoriale del credito, la tutela della concorrenza e la possibilità per imprese e famiglie di poter contare su un’offerta bancaria realmente plurale sono questioni di interesse generale. È questo il senso dell’iniziativa che abbiamo assunto. Su Mps le istituzioni del territorio continueranno a fare la propria parte, insieme”.

Il messaggio delle istituzioni toscane è dunque rivolto a Bruxelles affinché, nella valutazione dell’operazione, siano considerati anche gli effetti sul territorio e sulla capacità del sistema bancario di garantire credito e servizi a famiglie e imprese.

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