I volontari della Penny Wirton di Siena e i corsi gratuiti di italiano per stranieri

Il volontariato sopperisce alle carenze dello Stato nel soddisfare la grande richiesta dei migranti di alfabetizzazione. Una risposta culturalmente opposta e più efficace del decreto Meloni sul numero degli alunni non italiani per classe

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Alessandro Orlandini Modifica articolo

29 Settembre 2026 - 18.26


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Il primo di ottobre si terrà nei locali della Misericordia in via del Mandorlo la festa della Penny Wirton per inaugurare i corsi (2026-2027) di insegnamento dell’italiano agli stranieri che inizieranno il 5 nelle aule del Piccolomini, del Galilei, del Caselli e della Misericordia.

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La Penny Wirton è una scuola composta da volontari (una quarantina nella nostra città) che offre gratuitamente la possibilità di alfabetizzarsi a chi vive e lavora (spesso parecchio e peso) nel Bel Paese, ma non ne conosce i rudimenti essenziali della lingua. Metodo di studio: “uno ad uno”, cioè un docente per ogni alunno. Titolo rilasciato: un certificato di frequenza che ha valore fra le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno.

L’anno scorso hanno frequentato la Penny Wirton di Siena in circa duecento: braccianti delle aziende agricole del Chianti e della Val d’Arbia, manovali dell’edilizia, lavoranti della ristorazione, donne di servizio, badanti e anche bambini non inseriti nel percorso scolastico per inghippi burocratici di vario genere e per carenza di informazioni alle famiglie.

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Quest’anno i partecipanti saranno probabilmente ancora più numerosi, anche perché i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (quello di Siena si trova al Marconi), abilitati al rilascio di titoli di studio, riescono a soddisfare solo un numero molto basso di richieste per mancanza di risorse e dunque di insegnanti. Sul pieno nazionale sono circa 30.000 le domande rifiutate e in lista d’attesa, e Siena non fa eccezione. Insomma, la richiesta di chi vuole imparare l’italiano è molto superiore alle capacità di recepirla.

L’avvio dei corsi assume un particolare significato culturale, prima ancora che politico, proprio ora, a pochi giorni dal decreto del governo Meloni sulla limitazione nelle scuole pubbliche del numero per classe dei non parlanti italiano (nell’idea inziale, corretta dalla Presidenza della Repubblica, la limitazione riguardava i non italiani, indipendentemente dalle competenze linguistiche; e malgrado la correzione, l’idea non ha perso del tutto il suo fondamento razzista).

Attività come quella della Penny Wirton indicano, invece, che esiste un’Italia solidale, la quale, fra mille difficoltà, persegue davvero l’integrazione, a differenza di un governo che pretende, giustamente, l’apprendimento dell’italiano come requisito essenziale per la cittadinanza, ma non dispone risorse sufficienti a fa sì che ciò possa avvenire.

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