Rilancio del territorio, firmato a Siena un accordo per anticipare le crisi

Provincia e Regione insieme a sindacati, imprese, università, Camera di Commercio e Fondazione Mps. L'obiettivo è anticipare le crisi, contrastare la desertificazione produttiva e costruire una strategia comune per lo sviluppo.

Rilancio del territorio, firmato a Siena un accordo per anticipare le crisi
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

1 Settembre 2026 - 11.04


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Superare la logica dell’emergenza e costruire un modello capace di anticipare i processi di crisi, governarli e trasformarli in occasioni di rilancio. È questo l’obiettivo dell’Accordo per il rilancio del territorio di Siena, sottoscritto questa mattina nella Sala del Consiglio del Palazzo del Governo.

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Un’intesa definita dai promotori come un risultato di portata storica: si tratta infatti del primo protocollo in Toscana di questo tipo e di uno dei primi in Italia. A sottoscriverlo sono una pluralità di soggetti istituzionali, economici, sociali e accademici, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa per il futuro della provincia.

Il percorso è stato promosso e coordinato dalla Provincia di Siena e dalla Regione Toscana, raccogliendo la piattaforma unitaria elaborata da CGIL, CISL e UIL dopo un lungo percorso partecipativo avviato nei mesi scorsi. Al progetto partecipano anche la Fondazione MPS, la Camera di Commercio, l’Università degli Studi di Siena, l’Università per Stranieri di Siena, le associazioni datoriali e di categoria e i Comuni del territorio.

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A spiegare il punto di partenza dell’accordo è Alice D’Ercole, segretaria generale della CGIL di Siena, che sottolinea come il Patto raccolga «i contenuti e le proposte di metodo e di merito» della piattaforma provinciale elaborata insieme a CISL e UIL.

Per D’Ercole, infatti, dietro le vertenze aziendali e i numeri della crisi c’è un fenomeno più profondo: «gli effetti di lacerazione sociale che il processo di desertificazione produttiva sta consegnando al nostro territorio». Un allarme che, secondo la sindacalista, emerge con chiarezza dalle statistiche e che rischia di produrre conseguenze durature sul tessuto economico e sociale senese.

Il bilancio richiamato dalla CGIL è pesante: circa 1.500 posti di lavoro persi in due anni, una crescita molto consistente del ricorso alla cassa integrazione, il 12% della popolazione provinciale che ha ridotto o annullato la propria condizione lavorativa e circa il 30% delle famiglie che ha diminuito il consumo di cibo. A questo si aggiunge un mercato del lavoro sempre più fragile: nell’ultimo anno, secondo i dati forniti dal sindacato, soltanto il 15% delle nuove assunzioni è stato a tempo indeterminato.

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È a partire da questo scenario che, secondo D’Ercole, nasce la necessità di cambiare approccio. Non limitarsi cioè a intervenire quando una crisi è già esplosa, ma anticiparla per poterla governare.

«Oggi costruiamo un modello», afferma D’Ercole, indicando nel Patto «un patto collettivo tra Istituzioni e Parti Sociali, organizzazioni sindacali e di categoria» finalizzato a costruire progettualità condivise per il rilancio dell’attrattività e della crescita del territorio.

Una prospettiva che, nelle parole della segretaria generale della CGIL, ha due obiettivi chiari: contrastare il processo di desertificazione produttiva e riaffermare il principio della responsabilità sociale d’impresa.

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Il nuovo accordo punta quindi a costruire una modalità di intervento diversa da quella tradizionale. La sfida è passare dalla gestione delle singole emergenze a una programmazione condivisa dello sviluppo, attraverso una mappatura dei fabbisogni, il monitoraggio dei processi occupazionali e industriali e un maggiore raccordo tra imprese, formazione, università e istituzioni.

La presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, parla di una «risposta corale di un’intera comunità» e della necessità di «passare dalla difesa all’attacco», sbloccando gli investimenti strategici e restituendo attrattività al territorio.

La prima azione concreta sarà l’avvio del percorso per la predisposizione di un nuovo Piano Strategico di Sviluppo del Territorio Senese, chiamato a mettere in relazione industria, ricerca, formazione e tenuta sociale.

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Per i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Siena, Alice D’Ercole, Riccardo Pucci e Sandro Santinami, la firma rappresenta «un primo grande risultato» e dimostra la capacità della comunità senese di fare sistema davanti a una delle fasi più complesse della sua storia economica.

Il valore dell’intesa, però, sarà misurato soprattutto nei prossimi mesi. Come sottolineano i sindacati, «un protocollo non è una soluzione di per sé», ma può diventare uno strumento decisivo se praticato con continuità e convinzione.

La sfida è dunque trasformare il Patto in un metodo permanente di confronto e programmazione, capace non soltanto di difendere l’occupazione esistente, ma di creare le condizioni per nuovi investimenti, nuove competenze e nuovo lavoro.

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L’ambizione è restituire alla provincia di Siena una prospettiva di crescita e un ruolo centrale nel panorama economico toscano, rafforzandone l’attrattività produttiva, industriale, commerciale, turistica e formativa.

Il messaggio della giornata è chiaro: di fronte al rischio di desertificazione produttiva, Siena sceglie di fare sistema. E prova a trasformare la crisi da emergenza da inseguire a processo da governare.

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