di Francesco Tunda
Su un punto tutti i cittadini senesi, d’ogni contrada e d’ogni idea politica, sono d’accordo: salvaguardare la loro prestigiosa e antica banca e, se possibile, mantenerla strettamente legata al territorio. Il resto sono schermaglie destinate ad alimentare i titoli dei giornali o leciti confronti d’intenti, fatti da coloro che agiscono sulla scena pubblica. Peraltro proprio l’importate intervista di Lovaglio al New Jork Times, commentata con stile per il nostro giornale da Pino di Blasio, aveva lasciato ancora aperti spazi per le trattative future.
Poi gli animi si sono surriscaldati ma si placheranno, inevitabilmente, quando il 20 di agosto, a palio corso come si dice a Siena, i massimi rappresentanti del Comune, della Provincia e della Regione incontreranno il ministro Giorgetti. Servirà andarci con idee condivise se si vorrà essere presi in considerazione, specie per quanto concerne il ruolo del governo e il rapporto con il territorio.
Le divergenze che improvvisamente si sono fatte fragorose, infatti, non sono dettate dalla calura che ci assilla ma anche da posizioni più o meno convergenti proprio sui alcuni dei temi sopra detti. Dal rispetto dei tempi e dei metodi, merita perciò ricostruire, anche cronologicamente, il susseguirsi delle dichiarazione e delle prese di posizione.
Il primo comunicato arrivato ai giornali è stato quello “congiunto” firmato dalle opposizioni senesi: Rossana Salluce (PD ), Alessandro Fanetti (M5S), Fiorino Pietro Iantorno( Alleanza Verdi e Sinistra), Alfredo Ardanese (PSI), David Chiti (Italia Viva – Casa Riformista), Piero Savorgnan (Italia Viva- Casa Riformista) e Elena Boldrini Europa Verde ( Alleanza Verdi e Sinistra). Praticamente tutte e tutti gli esponenti di quello che viene definito”Campo largo”chiedono alla Sindaca di rispettare le indicazioni scaturite alla unanimità dal Consiglio Comunale di Siena e il coordinamento che è stato creato tra la Sindaca, il Presidente della Regione Giani e la Presidente della Provincia Carletti.
Entrando nel merito il comunicato scrive che: “L’offerta di Intesa Sanpaolo dovrà passare al vaglio di ogni autorità di vigilanza, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti e, più in generale, del Governo che sono i soli ad avere in mano strumenti che possano incidere davvero in questa vicenda. La destra senese fatica a esprimersi, quando solo i vertici nazionali dei loro partiti potrebbero agire in difesa della Banca più antica del mondo, dell’economia senese e dei territori che beneficiano della sua presenza. La destra nazionale, d’altro canto, quando si è espressa sull’operazione, non l’ha giudicata negativamente, rifugiandosi dietro il principio della libertà di mercato. Questo nonostante il fatto che se MPS oggi è di nuovo una banca forte e solida, lo si deve a due fattori fondamentali: all’intervento dello Stato, deciso in passato da governi sostenuti dai partiti dell’attuale opposizione, e ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori, che con professionalità, responsabilità e rinunce hanno sostenuto concretamente il risanamento della banca”. Il documento conclude affermando che “se il Governo Meloni non ascolterà queste sollecitazioni, tra cui anche la richiesta di valutare l’adozione dei poteri del Golden Power, le possibilità di scongiurare gli effetti negativi dell’OPAS di Intesa Sanpaolo saranno limitate. E’ il momento per i rappresentanti senesi, toscani e nazionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che rappresentano la maggioranza a Siena, così come a Roma, di uscire dall’imbarazzo per sapere se, oltre a inviare qualche e-mail, hanno davvero intenzione di chiedere con fermezza ai loro vertici nazionali se la questione merita o meno il loro intervento con tutti gli strumenti che sono utilizzabili, mettendo nero su bianco le garanzie che reclama il territorio”.
Passa giusto qualche ora e la Sindaca informa i cittadini direttamente, com’è suo costume, che finalmente il ministro Giorgetti ha convocato per il 20 agosto le istituzioni che avevano congiuntamente richiesto l’incontro. Evidentemente le pressioni che si stavano manifestando nella società e nella politica senese avevano prodotto il loro effetto.
Tutto qui ? No. Il senatore Franceschelli fa sapere, il giorno dopo, che sul Monte dei Paschi non si possono ricercare polemiche strumentali ricorrere ad alibi: ” Il Centrodestra dimostri con gli atti del suo governo da che parte sta”, scrive in un comunicato. “La difesa di Banca Monte dei Paschi di Siena non può e non deve essere un terreno di scontro elettorale – scrive- ma non può nemmeno trasformarsi in un alibi per coprire incertezze o scelte che potrebbero rilevarsi penalizzanti per il nostro territorio. Se c’è una lezione che la storia recente ci ha insegnato in occasione di altri tentativi di acquisizione come quello del 2021, è che l’unità istituzionale che a suo tempo ho vissuto personalmente con l’allora sindaco di Siena Luigi De Mossi e grazie alla determinazione del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, riesce a scongiurare e ridefinire le operazioni in partenza prive delle idonee garanzie di salvaguardia, solamente se c’è il confronto costante e la volontà del Governo, ora come allora”.
Oggi l’atteggiamento dell’esecutivo, per il senatore del Pd, appare equivoco, poco interessati e privo di una vera politica industriale. Parole ancora più nette sul presunto ‘fronte unitario’ che “il centrodestra evidentemente vuol rompere con risentimenti strumentali, occorre fare massima chiarezza: il fronte istituzionale si incrina soltanto se qualcuno decide di cambiare gli obiettivi comuni che sono stati fissati e non se vengono sollecitate le istanze di confronto. Il centrodestra dica chiaramente se ha ancora intenzione di perseguire di fronte al Governo quegli obiettivi condivisi a tutela di Siena e del territorio, oppure se intende avallare, in silenzio, decisioni calate dall’alto e che il tempo ci dirà se anche concertate. La leale collaborazione non si misura sui silenzi e sulle attese ma sulla fermezza nel difendere gli impegni presi nelle assemblee elettive con la città e con i territori così come hanno fatto Regione, Provincia e Comuni”.
Anche il Pd comunale ritorna, il 6 agosto, sull’argomento, condividendo le posizioni del senatore Franceschelli, con una nota sulla vicenda, sottolineando che “il fronte istituzionale si incrina soltanto se qualcuno decide di cambiare gli obiettivi comuni che sono stati fissati, non quando vengono sollecitati il confronto e l’assunzione di responsabilità. Sul Monte dei Paschi non servono polemiche strumentali, risentimenti o tentativi di costruire alibi. Servono chiarezza, responsabilità e, soprattutto, atti concreti. Il centrodestra senese non può continuare a dichiararsi dalla parte del territorio senza pretendere dal proprio Governo garanzie vincolanti sulla tutela dell’occupazione, sull’autonomia della banca, sul mantenimento dei presidi creditizi, sul radicamento a Siena e sulla salvaguardia del patrimonio di competenze costruito nel tempo”.
In questa storia infinita di dichiarazioni non poteva mancare la voce di Francesco Michelotti. Il parlamentare di FdI difende a spada tratta i comportamenti del governo sia sul piano locale sia su quello nazionale. Ne seguiranno sicuramente altre.
Ma le parole, sempre più, lasciano il tempo che trovano. E’ il momento degli atti, di invitare i cittadini ad una mobilitazione per il 20, per quando cioè i rappresentanti delle istituzioni si recheranno a Roma. Vanno accompagnati. E’ il momento in cui gli interessi di parte siano accantonati e che si torni a parlare e ad agire come una città che sta perdendo un suo bene prezioso.