Una borsa di studio per rinascere oltre la violenza familiare
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Una borsa di studio per rinascere oltre la violenza familiare

L'Università di Siena traccia la strada: 12.000 euro l'anno e tasse azzerate, un bando unico in Italia

Una borsa di studio per rinascere oltre la violenza familiare
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RedazioneOLTREilponte Modifica articolo

21 Luglio 2026 - 20.06


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di Valentina Tinacci

Il diritto allo studio non è solo un principio costituzionale, ma una leva formidabile di emancipazione e rottura dei cicli di sopruso. Con questa consapevolezza, l’Università di Siena e il suo Comitato Unico di Garanzia (CUG) hanno tracciato una strada che non ha precedenti nel panorama accademico italiano: un bando di borsa di studio riservato a studentesse e studenti vittime di violenza in famiglia che si immatricolano per l’anno accademico 2026/2027. Non si tratta di un semplice sussidio, ma di un unicum a livello nazionale per capillarità e visione della tutela di chi sceglie di ricominciare attraverso lo studio.

L’iniziativa nasce all’interno del Piano di Azioni Positive dell’Ateneo ed è sostenuta dai fondi MUR per il potenziamento dei servizi agli studenti. Rispetto alla prima sperimentazione avviata nel 2025, il progetto è oggi strutturalmente potenziato: chi ha vissuto in contesti domestici ostili porta con sé una fragilità personale, economica e relazionale che, senza un sostegno continuativo, espone a un rischio concreto di rinuncia e abbandono degli studi.

La risposta dell’Ateneo senese è una presa di responsabilità istituzionale senza eguali: una borsa di 12.000 euro l’anno, abbinato all’esonero totale dalla contribuzione universitaria, per l’intera durata dei corsi triennali e delle magistrali a ciclo unico (non a numero programmato) «La vera svolta strategica di questo bando» spiega Alessandra Romano, delegata del Rettore alle politiche di inclusione ed equità «risiede evidentemente nella stabilità del percorso: il sostegno non si esaurisce in un contributo una tantum, ma viene esteso a tutta la durata del ciclo di studi. Si tratta di un supporto concreto nel cui valore crediamo profondamente, reso possibile da una sinergia di forze, dalla sensibilità dell’istituzione e dal lavoro portato avanti con convinzione da tutte e tutti. Sia io che il CUG, con la nuova presidente Caterina Barbetti, abbiamo ereditato l’intuizione e la prima sperimentazione da chi ci ha preceduto, e abbiamo cercato di sostenerla e radicarla. Con questa scelta di campo, l’Ateneo si fa carico attivo della rimozione degli ostacoli sociali e materiali che vincolano la possibilità di emancipazione, trasformando il percorso di studi in un atto concreto di autodeterminazione e di cittadinanza.»

Rivolto a chi è già inserito in percorsi di protezione certificati da servizi sociali, centri antiviolenza o case rifugio, il bando, che resterà aperto dal 9 luglio al 15 settembre 2026 (candidature a domanda.borsa@unisi.it), rappresenta un presidio tangibile di sicurezza e libertà. Coniugare l’autonomia finanziaria con la forza della cultura significa restituire una dignità negata e il diritto irrinunciabile a progettare il proprio futuro.

Valentina Tinacci è Vice Presidente CUG Unisi

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