Il Partito Democratico porta il caso Monte dei Paschi in Parlamento, dopo l’approvazione unanime da parte del Consiglio comunale di Siena, poi dalla Regione e dal Consiglio provinciale del documento sul futuro di MPS. I deputati e senatori eletti in Toscana hanno depositato due interrogazioni, alla Camera e al Senato, chiedendo al Governo di uscire dalla posizione di neutralità sull’operazione che interessa MPS e di valutare anche il ricorso ai poteri del Golden Power per tutelare occupazione, funzioni strategiche della banca e patrimonio storico-artistico.
«Non chiediamo all’esecutivo di sostituirsi al mercato, ma di esercitare fino in fondo la responsabilità politica che gli compete » ha affermato il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi. E anche secondo i parlamentari eletti in Toscana, la partita MPS non può essere considerata una semplice dinamica di mercato perché coinvolge un presidio strategico per il Paese, migliaia di posti di lavoro e il rapporto storico tra la banca e il territorio. Per questo chiedono all’esecutivo una posizione esplicita.
Il ricorso al Golden Power. Tra i punti più significativi dell’interrogazione c’è la richiesta di verificare l’eventuale ricorso al Golden Power, cioè ai poteri speciali che consentono al Governo di intervenire nelle operazioni riguardanti imprese considerate strategiche per l’interesse nazionale. I parlamentari PD chiedono se, nell’ambito dell’eventuale esercizio di questi poteri speciali, «il Governo intenda porre specifiche prescrizioni o condizioni a tutela della continuità del marchio, del mantenimento a Siena delle funzioni direzionali, strategiche e operative, nonché della salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità; quali iniziative di propria competenza intenda assumere, nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, affinché siano valutati gli effetti dell’operazione sui mercati creditizi provinciali e regionali».
Non solo banca: in gioco anche 30 mila opere d’arte. Infine, gli interroganti riprendono il tema dell’esigenza di tutelare il patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale della Banca, «prevenendone dispersione, smembramento o trasferimenti pregiudizievoli e assicurandone conservazione, valorizzazione e, per quanto possibile, permanenza e fruizione nel territorio senese». Un tema, quest’ultimo, di non poca rilevanza, dal momento che Banca Monte dei Paschi di Siena nel tempo ha fatto dell’impegno per la promozione dell’arte e della cultura un elemento fondante della propria identità.
Con la trasformazione della banca nel 1995, una parte delle oltre 30 mila opere del Monte dei Paschi fu vincolata alla sede storica grazie all’intervento della Soprintendenza. L’obiettivo era impedirne lo smembramento e garantirne la permanenza nei palazzi storici di Rocca Salimbeni, Palazzo Spannocchi e Palazzo Tantucci. Si tratta di un patrimonio inestimabile di opere commissionate per celebrare i momenti più rilevanti della storia dell’Istituto, già a partire dal 1481.
La questione potrebbe però essere più delicata per la collezione dei moltissimi e non meno importanti dipinti, sculture, oggetti e mobili, prevalentemente di ambito senese ma con significative testimonianze dell’arte italiana del ’900, che, soprattutto dagli anni Ottanta in avanti, sono entrati a far parte del patrimonio della Banca: qualche volta per arredare le sale di rappresentanza e gli uffici della sede storica, per poi essere raccolti in spazi museali dedicati all’interno del complesso della sede stessa. Per tutto ciò — insieme alla Collezione Chigi Saracini, all’Archivio storico e al Fondo librario antico — sono stati necessari nuovi provvedimenti separati nel 2019 e nel 2020. Il passaggio di oggi richiede, dunque, cautela e vigilanza. Il patrimonio di 30mila opere è stato stimato in 120 milioni di euro, ma è in realtà di valore inestimabile sul piano identitario.
Insomma, se l’OPAS di Intesa Sanpaolo e Bper andasse in porto, anche i capolavori di Rocca Salimbeni cambierebbero proprietario, ed è anche su questo che si concentra una parte dell’interrogazione parlamentare. Per il Pd, la tutela del Monte dei Paschi non riguarda soltanto il futuro occupazionale e il ruolo della banca nell’economia del territorio, ma anche la salvaguardia di un patrimonio artistico e culturale che rappresenta un pezzo della storia di Siena e del Paese.