Top

Pd a congresso: un confronto che riguarda l'intera società senese

Iniziano stasera i congressi del PD provinciale - Il confronto durerà fino a fine di Maggio. Due i candidati a segretario: Nico Bartalini e Giacomo Bassi, espressione di due diverse mozioni- Le dichiarazioni dei candidati.

Pd a congresso: un confronto che riguarda l'intera società senese
Nico Bartalini e Giacomo Bassi
Preroll

Redazione Oltre il Ponte Modifica articolo

-


Il congresso di un partito come il Pd che è la prima forza politica  della provincia di Siena sia come voti che come militanti non è una questione che riguarda solo la vita interna di quella organizzazione ma l’intera collettività, l’intera società senese. Alcuni dati essenziali di Siena e provincia ce lo dimostrano. Complessivamente  votano  circa 200.000 cittadini. Nelle elezioni Europee  del 2024 (nelle quali ha votato il 64% degli aventi diritto) il Pd ha preso 44.495 voti pari al 36,01%. Nelle elezioni regionali dell’anni scorso (ha votato il 49 % degli aventi diritto) Il Pd  ha preso 38.080 voti, pari al 42%. Ma anche per quanto riguarda i militanti iscritti al partito i numeri, pur non essendo quelli di un tempo, rimangono alti: il totale degli iscritti è di 3705  uomini e donne dei quali 560 nelle sezioni della  città. 

L’ultimo congresso provinciale si è svolto ormai otto anni fa e fu quello che portò Valenti alla segreteria. Da oggi 15 maggio iniziano i congressi delle numerose sezioni che si concluderanno il 31. Subito dopo la commissione elettorale dichiarerà chi ha ottenuto la maggioranza e insedierà la nuova assemblea provinciale. Quindi agli inizi di Giugno saranno eletti e potranno iniziare il loro mandato sia il nuovo organismo provinciale sia il nuovo segretario.

Ormai è certo che i candidati alla segreteria provinciale sono due, espressione di  due diverse mozioni. Di seguito, proprio all’inizio della fase congressuale, pubblichiamo  le dichiarazioni che i due candidati hanno rilasciato al nostro giornale.

NICO BARTALINI: “ILLUMINARE TUTTO”

“Quando le cose sono condivise e visibili a tutti, quando possono essere discusse apertamente, emerge il significato più autentico della politica: non solo fare luce su ciò che accade, ma trasformarlo. Da qui nasce la volontà di “Illuminare tutto”. Questa mozione nasce da un percorso di ascolto che abbiamo avviato nei mesi scorsi in tutta la provincia di Siena, incontrando iscritti, segretari di circolo e delle unioni comunali, amministratori. Un confronto che ci ha portato prima a costruire la candidatura e poi a trasformarla in una piattaforma politica che oggi stiamo portando nei territori attraverso un percorso di partecipazione

La luce è anche il filo conduttore di una riflessione che attraversa la nostra piattaforma e tiene insieme ciò che sta accadendo nel mondo, in Italia e nella nostra provincia. È dentro questo tempo che facciamo politica e la luce rappresenta quindi l’elemento che ci aiuta a capire quale direzione prendere. Per noi significa costruire un nuovo modello di sviluppo che si regga, da un lato, su un partito più organizzato e radicato, attraverso l’istituzione delle zone e il lavoro per costruire una nuova classe dirigente; dall’altro, su un’iniziativa politica forte sui grandi temi che toccano da vicino questa provincia: lavoro di qualità, infrastrutture, sanità, università, cultura e integrazione.

Vogliamo farlo attraverso il coinvolgimento delle iscritte e degli iscritti, ma anche di tutte quelle persone che si sentono vicine al Partito Democratico. Fin dall’inizio abbiamo scelto di parlare anche all’esterno, consapevoli che esiste una domanda di partecipazione che oggi può e deve essere riaccesa.

Continueremo a confrontarci con l’altra mozione. Il fatto che in un congresso ci siano due o più proposte è un segno di vitalità e di salute democratica di un partito che non vuole e non deve essere monolitico. La personalizzazione della politica ci porta troppo spesso a confondere l’unità con l’unanimità. Noi vogliamo essere unitari nell’azione quotidiana, ma non pretendiamo l’unanimità: se esistono differenze di vedute è giusto che emergano e vengano discusse apertamente nei circoli”

GIACOMO BASSI: “ RADICI PER IL FUTURO”

“Il Gruppo “Radici per il futuro”, che si è formato attorno ad un documento che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, è formato da semplici militanti, senza incarichi da difendere, che hanno sentito il bisogno di dare un contributo al cambiamento di metodi e modalità gestionali del PD Senese affinché esso ritrovi smalto, attività, ruolo nella società e torni ad essere strumento di analisi ed approfondimento al servizio dei nostri validissimi amministratori, nella ricerca di sempre più avanzati livelli di bene comune per Siena ed il suo territorio. La Costituzione assegna ai partiti un ruolo ben preciso: ecco, noi vogliamo ripartire da lì. Andrea Valenti ha fatto un buon lavoro, ma la sensazione è che sia stato lasciato troppo solo: oggi c’è bisogno di più e basta con i caminetti dove tre o quattro decidono per tutti.

Il territorio senese è straordinario per unicità e potenzialità. In un tempo così difficile va però accompagnato da politiche attive ed accorte in tutti i campi nei quali, soprattutto l’elemento economico è fragile e con esso la fragilità si estende alla tenuta sociale. Penso in particolare alle aree interne ed anche ai processi di deindustrializzazione che interessano drammaticamente anche molte aree cosiddette più evolute: negli ultimi cinque anni si sono persi 1500 posti di lavoro e negli ultimi due la cassa integrazione è aumentata del 322 %. Per questo occorre una politica forte, con visioni nuove, accompagnata dal lavoro di esperti ma anche dalla partecipazione popolare alle scelte.

Ecco purché “Radici per il futuro” ha proposto a Nico Bartalini di organizzare una soluzione unitaria del Congresso, in quanto siamo convinti che un partito unito sia più forte ed in grado di affrontare meglio le grandi sfide che abbiamo davanti. Bartalini invece, smentendo le proprie dichiarazioni della vigilia, ha rifiutato la nostra proposta di unità, preferendo un partito articolato in due parti, maggioranza e minoranza, e quindi sostanzialmente diviso, contraddicendo anche la politica di unità che Elly Schlein sta portando avanti.  Visto che noi siamo “testardamente unitari” come dice Elly, ci auguriamo che, dopo la prima fumata nera, nelle prossime ore maturino le condizioni per riaprire il dialogo perché “unità” è quello che ci chiedono tutti gli iscritti: altrimenti faremo la nostra corsa consapevoli che il nostro modello di partito a gestione unitaria è sicuramente quello giusto per i nostri tempi.”

Facebook Comments Box

Autore

Native

Articoli correlati