«È stato emozionante sentire la parola favorevole ripetuta 36 volte», commenta chi era presente alla votazione con cui l’assemblea dei sindaci della provincia di Siena ha sottoscritto, in modo unitario e trasversale alle forze politiche, la mozione sul futuro di MPS. Il documento è stato successivamente approvato all’unanimità anche dal consiglio provinciale, riunito in seduta monotematica. L’allineamento istituzionale tra Comune, Provincia e Regione è ormai compiuto e le amministrazioni marciano compatte per mantenere al centro dell’agenda politica la salvaguardia dello storico legame tra Banca Monte dei Paschi di Siena e il territorio, con l’obiettivo di tutelare l’economia reale, l’occupazione e lo sviluppo del sistema economico locale.
Nel frattempo, sul tema è intervenuto anche il Cardinale Augusto Paolo Lojudice con una lettera aperta indirizzata alla Fondazione Mps, ai soci dell’istituto e alle istituzioni locali (Regione, Provincia e Comuni). L’intervento rappresenta un forte richiamo alla responsabilità sociale, ricordando che dietro ai numeri «ci sono volti, storie, famiglie che a questa banca hanno affidato il proprio lavoro e, spesso, la propria identità».
Il nodo dell’incontro con Intesa Sanpaolo. Durante l’assemblea dei sindaci Nicoletta Fabio, sindaca di Siena, è tornata sull’incontro avvenuto nei giorni scorsi con alcuni rappresentanti di Intesa, su loro richiesta. La prima cittadina ha ribadito che, in quell’occasione, da parte di Intesa non è arrivata alcuna seria rassicurazione, né è stato assunto alcun impegno concreto in merito al radicamento del nuovo gruppo nell’area senese.
Prime e parziali aperture sono giunte solo per vie informali nella giornata di ieri, attraverso le dichiarazioni di un portavoce del gruppo Intesa. Quest’ultimo, nel presentare un programma di assunzioni destinato a 13.100 giovani, avrebbe ribadito la costante attenzione di Intesa per le comunità e i territori, riconoscendo a Siena «il rilievo delle sue centenarie tradizioni di mutualità sociale e del ruolo delle contrade». Secondo il portavoce, il gruppo intenderebbe riservare particolare attenzione alle piccole realtà imprenditoriali e alla viticoltura.
Nessuna parola, tuttavia, è stata spesa sulla ventilata scomparsa del nome di Siena dalla denominazione del nuovo soggetto che, dopo l’eventuale incorporazione di Rocca Salimbeni e Bper, si chiamerebbe semplicemente “Banca Monte dei Paschi”. A quel brand, evidentemente, viene riconosciuto un valore reputazionale (la banca più antica del mondo) che non viene invece attribuito alla città.
La discussione si sposta a Roma. Nelle prossime ore i parlamentari del Partito Democratico eletti in Toscana riassumeranno i contenuti dei documenti unitari approvati in queste settimane dal consiglio comunale, regionale e provinciale. L’obiettivo è presentare una interrogazione per portare a Roma la voce, totalmente convergente, di un territorio che ha deciso di fare quadrato su una questione considerata vitale.